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ott
14
2011
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Futuro…

Ok…. cambiamo un po’ discorso per adesso…. cerchiamo di ragionare un po’ sul futuro che aspetta noi studenti di farmacia….
Dunque… le alternative ci sono eh.. di questo non possiamo lamentarci… i neolaureati di farmacia sono i più richiesti subito dopo gli ingegneri secondo le statistiche.. ma per che tipo di lavoro???
Per primo c’è sicuramente il farmacista, dipendente chiaramente, a meno che non si possegga una farmacia… questo è un lavoro che in teoria potrebbe dare molte soddisfazioni a chi è veramente ben preparato, perchè da la possibilità di relazionarsi con il pubblico e di poter rendersi veramente utili… il problema che attanaglia questa tipologia di lavoro è la paga, troppo spesso bassissima, o almeno non adeguata al tipo di studi che si sono seguiti… la paga iniziale, in realtà, rispetto a molti altri lavori è piuttosto buona, il problema è che con gli anni non cresce quasi per niente… in più si aggiunge il fatto che si è dipendenti, e spesso il titolare ci comanda a bacchetta, tanto vale, allora non aver studiato per niente se poi bisogna fare tutto quello che ordina il capo…
Le parafarmacie: assumono i farmacisti, ma il lavoro è alquanto insoddisfacente ed inadeguato allo studio effettuato.
I concorsi per sedi farmaceutiche: questi sarebbero l’alternativa più valida… infatti è stato emesso un decreto che prevede la presenza di un farmacista ovunque si dispensino farmaci (case di reclusione, crociere, centri di ricovero etc..).. anche qui c’è un problema…. i concorsi sono tutti per titoli, quindi si viene spesso sorpassati da persone più anziane o che hanno pubblicato qualcosa etc etc… senza parlare dei “figli di papà”..
Industria: si dice che l’industria paghi davvero bene… qui il problema è che con la crisi le assunzioni sono molto diminuite…
Informatore (il cosi detto rappresentante): è un lavoro che dovrebbe essere pagato abbastanza bene (senza considerare le eventuali macchine aziendali, telefoni aziendali etc…), il fatto è che spesso le soddisfazioni sono poche: infatti è un lavoro che non richiede la laurea di 5 anni in farmacia ma c’è una apposita triennale, ed inoltre si finisce con l’elemosinare in giro dai medici…
Carriera universitaria: i dottorati non mancano, vi si accede per concorso, ma qui le raccomandazioni sono molte ed è difficile fare carriere… si finisce troppo spesso per essere gli schiavetti di qualche professorone..
Le specializzazioni: sono molto diminuite, qualche anno fa ce n’erano molte… la specializzazione specifica per i farmacisti è farmacia ospedaliera (4 anni: lezioni una o due volte la settimana e tirocini in ospedale; sarebbe molto ma molto interessante, ma vi si accede per concorso ed i posti sono pochissimi; le prospettiva di carriera sono esaltanti, ma molti specializzati si lamentano per la difficoltà di trovare lavoro: in ospedale si accede per concorso… ancora una volta). Esistono tuttavia delle specializzazioni cosi dette per professioni sanitarie che prevedono l’iscrizione anche di laureati in farmacia: è il caso di farmacologia (percorso preclinico) che permetterebbe anche di lavorare come farmacista ospedaliero (le lauree sono dichiarate equipollenti); dura 5 anni se non sbaglio e potrebbe essere a mio avviso molto interessante; i problemi sono gli stessi di farmacia ospedaliera. Esiste anche la specializzazione in scienza dell’alimentazione a cui possono partecipare i farmacisti… interessante anche questa prospettiva.
Il farmacista “di reparto” (o di dipartimento): è una figura fantomatica di cui non si conosce l’esistenza… in realtà esiste un corso (che si può fare se si possiede la specializzazione in farmacia ospedaliera o in farmacologia) della durata di un anno… tuttavia sembra che in nessun ospedale siano presenti realmente i farmacisti di reparto, fatta eccezione per l’esperimento di torino… per ora possiamo restare fiduciosi perché è un percorso molto interessante e sicuramente sarebbe molto utile alle aziende ospedaliere.. chissà, magari con una bella ripresa economica gli ospedali potrebbero iniziare ad assumere…. speriamo..
Infine, per chi possiede le disponibilità monetarie, un investimento sicuro è certamente quello di comprarsi una bella farmacia propria, in modo da sistemare tutta la sua famiglia…

ott
14
2011
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Aggiunto nuovo link

Mi è stato chiesto di postare le tabelle riassuntive dei farmaci che si trovano alla fine dei capitoli del testo Katzung…. purtroppo questo mi risulta difficile in quanto non sono a casa e non dispongo di uno scanner…. ma non vi abbandono, non vi preoccupate… cercando su internet ho trovato il sito farmacoteca…. qui sono presenti i principi attivi dei farmaci di ogni genere, e sono spiegati molto dettagliatamente il meccanismo d’azione, gli effetti, le patologie per le quali si utilizzano, la tossicità e le interazioni, nonchè la struttura chimica. il link al sito si trova ora nella lista dei link utili.. a presto….

ott
12
2011
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Casi clinici “Katzung”: Gli alcoli (cap. XXIII)

Una matricola universitaria di 18 anni inizia a bere alcool alle 8:30 di sera durante una festa alla sua nuova associazione. Tra le 8:30 e fino a circa mezzanotte egli e molti altri suoi compagni consumano birra e una bottiglia di whiskey in diversi brindisi; inoltre, obbligato da un compagno di College più anziano, beve quasi un’intera bottiglia di rum. Il giovane si lamenta di avere la nausea, si sdraia su un divano, e comincia a perdere conoscenza. Due compagni più anziani lo portano nella sua camera da letto, lo adagiano sullo stomaco, e mettono un contenitore per l’immondizia nelle vicinanze. Circa 10 minuti dopo, la matricola viene trovata priva di conoscenza e coperta di vomito. Vi è un ritardo nei soccorsi perchè i compagni chiamano la polizia del College invece del 911. Quando la chiamata è trasferita al 911, gli infermieri del pronto soccorso accorrono velocemente e scoprono che il giovane non respira ed è soffocato dal suo stesso vomito. Viene immediatamente trasferito in ospedale, dove rimane in coma per due giorni prima di essere definitivamente dichiarato morto. La concentrazione ematica di alcool del paziente al suo arrivo in ospedale era di 510 mg/dL. Quale è stata la causa di morte del giovane? Se egli avesse ricevuto cure mediche immediate, quale trattamento potrebbe aver impedito la sua morte?

ott
11
2011
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Casi clinici “Katzung”: Farmaci sedativo-ipnotici (cap. XXII)

Durante il suo esame medico annuale, un’insegnante di scuola media superiore di 53 anni lamenta difficoltà nell’addormentarsi e riferisce che, dopo essersi addormentata, si sveglia diverse volte durante la notte. Tali episodi si verificano ormai quasi ogni notte, e interferiscono con la sua capacità lavorativa. Ha provato diversi rimedi contro l’insonnia, ma essi sono stati di scarso aiuto ed ella sta sperimentando effetti di “hangover” il giorno successivo al loro uso. La sua salute generale è buona, non è in sovrappeso, e non assume farmaci prescrivibili. Beve caffè decaffeinato, una sola tazza al giorno; tuttavia, consuma fino a 6 lattine di diet cola al giorno. Infine, beve un bicchiere di vino al pasto serale ma non le piacciono gli alcolici forti. Quali altri sospetti della storia di questa paziente vorreste conoscere? Quali misure terapeutiche sono appropriate per questa paziente? Quale farmaco, o farmaci (se necessario) prescrivereste?

ott
11
2011
0

Casi clinici “Katzung”: Farmaci antagonisti ai recettori adrenergici (cap. X)

Una donna di 46 anni si rivolge al suo medico perché accusa extrasistoli e cefalea. Ha goduto di buona salute fino ad un anno prima, quando sono iniziati questi episodi caratterizzati inizialmente soltanto da extrasistoli, che sono diventate col tempo sempre più gravi, ed alle quali si sono associate successivamente cefalea pulsante ed iperidrosi profusa. All’esame obiettivo, la pressione è di 150/90 mmHg e la frequenza cardiaca di 88 bpm. Nel corso dell’esame, la palpazione addominale scatena improvvisamente un tipico episodio, con aumento della pressione ematica a 210/120 mmHg e della frequenza cardiaca a 122 bpm, pallore al viso, cefalea intensa ed iperidrosi profusa. Qual’è la probabile causa dei suoi episodi? Cosa ha causato gli aumenti della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca durante l’esame obiettivo? Quali trattamenti potrebbero essere indicati per questa paziente?

ott
11
2011
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Casi clinici “Katzung”: Farmaci che attivano i recettori adrenergici ed altri simpaticomimetici (cap. IX)

Un uomo di 68 anni si presenta all’attenzione clinica riportando sensazione di mancamento in ortostatismo che peggiora dopo i pasti ed in ambienti caldi. I sintomi sono iniziati circa 4 anni prima e sono progrediti lentamente nel tempo, fino al punto che il paziente si sente menomato. Ha perso i sensi diverse volte, ma ha ripreso conoscenza quasi subito, appena caduto. L’anamnesi e l’esame obiettivo rivelano un lieve peggioramento di stipsi, ritenzione urinaria di grado non giustificabile dall’entità dell’ipertrofia prostatica ed oligoidrosi. Non ha altre patologie e non ha anamnesi positiva per ipertensione arteriosa, diabete o morbo di Parkinson. Era stato posto in trattamento per la ritenzione urinaria con l’antagonista alfa1-adrenergico tamsulosina, ma la somministrazione del farmaco era stata sospesa perché il paziente non lo tollerava a causa del peggioramento dell’ipotensione ortostatica. L’esame obiettivo evidenzia una pressione arteriosa di 167/84 mmHg in clinostatismo e di 106/55 mmHg in ortostatismo. C’è un incremento compensatorio della frequenza cardiaca (da 84 88 bpm) inadeguato, considerando l’entità dell’ipotensione ortostatica. L’esame obiettivo non evidenzia altri elementi degni di nota e non vi sono segni di neuropatia periferica o di parkinsonismo. Gli esami biochimico-clinici sono negativi, se si eccettua il livello di noradrenalina plasmatica che è basso (98pg/mL; range normale per la fascia d’età: 250-400 pg/mL). E’ posta diagnosi di insufficienza essenziale del sistema nervoso autonomo, sulla base del quadro clinico, del fatto che il paziente non assume farmaci che potrebbero indurre ipotensione ortostatica e dell’assenza di patologie comunemente associate a neuropatia autonoma (ad es. diabete o morbo di Parkinson). Quali precauzioni dovrebbe adottare il paziente nell’uso dei farmaci simpaticomimetici? Questi farmaci possono essere usati per il trattamento dei sintomi di questo paziente?

ott
10
2011
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Casi clinici “Katzung”: Farmaci bloccanti i recettori colinergici (cap. VIII)

JH, un architetto di 63 anni si lamenta col suo medico di famiglia di sintomi urinari. E’ affetto da ipertensione arteriosa e negli ultimi 8 anni è stato trattato con un diuretico tiazidico ed un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina. Nel corso dello stesso periodo, JH ha sviluppato i sintomi dell’ipertrofia prostatica, che alla fine ha richiesto l’intervento di prostatectomia. Adesso si lamenta di urgenza minzionale e pollachiuria e riferisce che questi sintomi hanno sconvolto lo svolgimento della normale vita di ogni giorno. Quale sospetti che sia la causa dei problemi di JH? Di quali informazioni avresti bisogno per confermare il sospetto diagnostico? Quali stadi di trattamento intraprenderesti?

ott
10
2011
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Casi clinici “Katzung”: Stimolanti dei recettori colinergici e farmaci inibitori delle colinesterasi (cap. VII)

JM, un uomo di 43 anni, è accompagnato verso metà pomeriggio al dipartimento d’emergenza da un collega di lavoro perché non si sente bene e non è più in grado di svolgere il suo lavoro, che consiste nel raccogliere ortaggi. Deambula in maniera incerta e si muove appoggiandosi al collega. Ha difficoltà nell’eloquio e nella deglutizione, si lamenta di visione offuscata ed i suoi occhi sono colmi di lacrime. Il suo collega riferisce che JM stava lavorando in un campo che era stato trattato per irrorazione nelle prime ore del mattino con un prodotto che emanava odore di zolfo. Tre ore dopo aver iniziato a lavorare, JM ha accusato un senso di costrizione toracica con difficoltà respiratoria ed ha chiesto aiuto prima di diventare disorientato. Come procedereste per valutare e trattare JM? Cosa andrebbe fatto per il suo collega?

ott
10
2011
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Casi clinici “Katzung”: Introduzione alla farmacologia del sistema nervoso autonomo (cap. VI)

Un adolescente si reca presso lo studio di un chirurgo orale per essere sottoposto ad estrazione di un dente del giudizio incluso. Si mostra talmente nervoso che l’odontoiatra decide di somministrargli un sedativo per calmarlo. In seguito alla somministrazione per via endovenosa del farmaco sedativo (prometazina), il ragazzo si rilassa e l’estrazione viene eseguita senza complicazioni. Quando, però, il giovane si alza in piedi dalla poltrona odontoiatrica, diventa molto pallido e sviene. Sdraiato sul pavimento, riprende conoscenza rapidamente, ma è tachicardico (120 bpm) ed i valori della sua pressione arteriosa sono 110/70 mmHg. Quando si mette seduto, la sua frequenza cardiaca aumenta a 140 bpm, la sua pressione scende a valori di 80/40 mmHg ed egli riferisce di sentirsi molto debole. Viene aiutato a raggiungere un divano in sala d’attesa e li si appoggia per 30 minuti. Trascorso questo tempo, il ragazzo è in grado di mettersi seduto senza accusare sintomi e, dopo altri 15 minuti, di stare in piedi senza difficoltà. Quali effetti potrebbe aver indotto la prometazina sul sistema nervoso autonomo che potrebbero spiegare i segni ed i sintomi presentati dal paziente? Perché la sua frequenza cardiaca è aumentata quando la sua pressione arteriosa si è ridotta?

ott
10
2011
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Casi clinici “Katzung”: Introduzione (cap. I)

Un giovane di 26 anni è portato all’ospedale da amici al dipartimento di emergenza di un ospedale cittadino per un comportamento abnorme da diversi giorni. Noto consumatore di metamfetamina, non ha mangiato o dormito per 48 ore. Lo stesso ha minacciato di sparare ad uno dei suoi amici ritenendo che stesse complottando contro di lui. Al momento dell’ammissione l’uomo era estremamente agitato, sembrava essere sotto peso, ed era incapace di fornire un’anamnesi coerente. E’ stato trattenuto per evitare che uscisse dal dipartimento e venisse a trovarsi in mezzo al traffico della città. La pressione arteriosa era di 160/100 mmHg, la temperatura 39°C, gli atti respiratori 30/min. Le braccia dimostravano segni di numerose iniezioni endovenose. Nulla da segnalare per il resto dell’esame obiettivo. Dopo attento esame, al soggetto sono stati somministrati un sedativo, liquidi, un diuretico e cloruro d’ammonio per via parenterale. Qual’è lo scopo del cloruro d’ammonio?

ott
10
2011
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Casi clinici “Katzung”

Come richiesto da Gigi (graditissimo il suo commento) mi sono messo alla ricerca di un testo Katzung per pubblicare i casi clinici in modo da poterli risolvere insieme… per alcuni posterò un mio commento con la mia soluzione, per altri invece lascerò che siate voi a risolverli… Chiaramente sono accettati commenti di qualsiasi tipo, purché inerenti alla farmacologia generale… pubblicherò un post per ogni caso clinico che riuscirò a trovare e chiunque voglia intervenire per risolverlo sarà ben accetto….

lug
04
2011
2

Scegliete voi l’argomento!!!

Commentando questo post potrete proporre argomenti di discussione sui quali io aprirò degli articoli.

In questo modo sarete voi a scegliere di cosa parlare e sarà molto più facile arrivare a confrontarsi.

Lascio a voi la parola….

 

giu
24
2011
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Lezioni: frequentare o no???

Eccoci a discutere di un argomento che spacca praticamente a metà il popolo degli studenti di tutte le università.

Frequentare le lezioni è utile o si può tranquillamente starsene a casina e sfruttare il tempo guadagnato studiando???

Beh, la risposta più logica a questa domanda è che andare a lezione sicuramente apporta dei vantaggi: si possono prendere appunti, sapere quali argomenti sono più o meno importanti per il professore, spesso si fanno esercitazioni molto utili e, inoltre, si può partecipare attivamente alla lezione facendo domande e cercando di farsi spiegare quello che ci risulta più ostico.

Tuttavia i non frequentanti potrebbero difendersi dicendo che spesso i professori spiegano malissimo, o si limitano a proiettare delle slide, che poi a fine corso vi danno, e leggerle parola per parola; senza dimenticare che andare a lezione comporta il dover prendere la macchina o i mezzi e che questo ha un costo che più essere più o meno pesante sullo studente.

Molti però non frequentano semplicemente perchè non hanno voglia di svegliarsi presto, o perchè passano le serate in giro, bevendo e divertendosi, e rincasando all’ora in cui inizierebbero le prime lezioni… la vita universitaria, d’altro canto ha sempre previsto un po’ di baldoria la sera giusto??

Bene, non prenderò una posizione in questo argomento, benchè io sia un frequentante, perchè ciò che conta alla fine dell’università è dare tutti gli esami, e, in un modo o nell’altro, se uno passa qualche ora (diciamo anche qualcosina in più… eheh) sui libri tutti possono riuscire ad arrivare alla laurea, frequentanti e non…

Written by unifarma in: Senza categoria |
giu
23
2011
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Link utili

Ho appena aggiunto nello spazio dedicato ai link un collegamento molto utile a chi dovesse ancora scegliere dove andare a studiare farmacia, o a chi abbia intenzione di cambiare città…

giu
22
2011
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Esami

Giugno, luglio e settembre… tre mesi molto intensi per qualsiasi facoltà.

Qual’è l’esame che vi ha preoccupato o che vi preoccupa di più???

Personalmente ho trovato molto pesante l’esame di Botanica farmaceutica: imparare praticamente a memoria oltre 200 tipi di piante con tutte le sostanze contenute sembrava una sfida impossibile; tuttavia l’esame è andato al primo tentativo, e con un voto abbastanza soddisfacente.

L’esame più difficile di tutti, infatti, è sicuramente Chimica farmaceutica e tossicologica: il nostro prof. credeva di avere a che fare con dei ctf, ma le nostri basi di chimica generale e di organica, per quanto solide, non sono al loro livello; inutile quindi andare a lezione. Purtroppo tocca studiarsela tutta da soli, e le sintesi, che non si trovano in nessun libro, sono veramente tantissime.

Siete d’accordo???

Lascio a voi i commenti…

giu
22
2011
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Salve a tutti!!!

Creo questo blog con lo scopo di inserire nel mondo di internet un luogo dove gli studenti della facoltà di farmacia possano confrontarsi e darsi consigli.

E’ chiaramente gradita anche la partecipazione di chi sta ancora pensando di iscriversi a farmacia, e, ancora di più, di chi ha già terminato il corso di studi e vuole comunicare le proprie esperienze nel difficile mondo del post-laurea .

Aiutiamoci tra di noi, che l’unione fa la forza.

Written by unifarma in: Senza categoria |

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