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“Perché ve la prendete con Me? Prendetevela con voi stessi se non ricevete grazie, perché non sapete chiedermele.

 

 

 

CATALINA RIVAS

 

 

 

 A CATALINA RIVAS
LE GRAZIE CHIEDETELE COSÌ

“Perché ve la prendete con Me? Prendetevela con voi stessi se non ricevete grazie, perché non sapete chiedermele. Alcune volte per mancanza di fede e altre volte perché, sapendovi carenti di meriti, non chiedete a Mio Padre in Mio Nome e per i Miei meriti”.
Gesù, 25 novembre 1996

“Quando le grazie che desiderate ottenere sono spirituali e possono contribuire al bene delle vostre anime, state sicuri che Io vi sentirò, sempre che Mi supplichiate con costanza e non perdiate la fiducia. [...] Sono pronto ad aiutarvi e a consolarvi, anche se molte volte non per la strada che voi desiderate”.
Gesù, 22 settembre 1996
“Io nego alcune grazie per Misericordia… Questo vuoi dire che, quando non ottenete le grazie che chie-dete, dovete rallegrarvi, perché è meglio per voi che tali grazie vi siano negate che concesse… Molte volte succede che chiedete il veleno che vi ucciderà”.
Gesù, 24 settembre 1996
“Peccatori: se voi non meritate di ottenere le grazie, Io ho grandi meriti davanti a Mio Padre; chiedete in Mio nome, vale a dire per i Miei meriti, e Io vi prometto che otterrete quanto chiedete”.
Gesù, 24 settembre 1996 La Messa “Molti di voi hanno fretta, molti vanno a Messa per stare in pace con la coscienza, con il sentimento che disobbedendo alla Chiesa commettereste peccato grave. E Cristo? Chi pensa a Lui? Chi vede che si sacrifica e si annulla sotto le specie del pane e del vino? Chi Lo nota desideroso di raccogliere in Sé tutte le volontà per fare un solo amore? Che tristezza vedere queste cose e assistere alla mancanza di considerazione di quasi tutti i cristiani, com-presi alcuni celebranti!”.

Paolo, 22 gennaio 1996
II Corpo di Cristo
“Ogni volta che si offre il Mio Corpo nell’Altare, si concede a chi lo offre – ministro o fedele che sia un aumento di grazia e una conferma nel libro d’oro dei futuri beati. Ma l’offrire Me stesso al Padre non è così semplice come potrebbe sembrare. In effetti, per rendere accettabile l’offerta è condizione essenziale la purezza della coscienza e la retta intenzione. Se vuoi, puoi offrirmi per te e per altri; cerca di essere puro da ogni macchia. Quanto Mi onora l’anima che, riconoscendosi priva di ogni bene, Mi offre al Padre per di-minuire i suoi peccati e quelli degli altri! È un atto di fede, speranza e carità al tempo stesso, un atto nel quale vengo veramente glorificato dalla creatura e da Mio Padre. Dalla creatura, perché Mi riconosce come suo Redentore; dal Padre, perché apprezzando infinitamente l’offerta, Mi da il frutto in proporzione alla speranza che pone nella Mia opera di Mediatore tra l’uomo e Dio”.
Gesù, 9 gennaio 1996

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Tratto dal mensile Il Segno del Soprannaturale edizionisegno

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