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La presenza della preghiera scaccia via i lupi che sono dentro l’uomo debole.

Martedì 14 febbraio 2012

6ª settimana del Tempo Ordinario
+ VANGELO (Lc 10,1-9)
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nei giorni scorsi sono stati avvistati in alcune città diversi lupi, costretti a scendere dalle montagne a valle a causa della neve che non permetteva di trovare cibo e di mangiare. I lupi vivono d’istinto animale, sono famelici e divoratori, difficilmente addomesticabili perché non mansueti, anche se oggi difficilmente attaccano l’uomo. Leggiamo una scheda sui lupi:
«I branchi di lupi cacciano in maniera cooperativa qualunque grande erbivoro si trovi nel loro territorio, mentre gli esemplari solitari si limitano di norma alla caccia di prede piccole e medie, nonché di bestiame come pecore, capre e vitelli. È anche vero che ci sono stati casi negli Stati Uniti di lupi isolati che hanno ucciso alci e bovini adulti, approfittando del fatto che questi fossero rallentati dalla neve alta. Lupi isolati, almeno fino a meno di un secolo e mezzo fa, in Italia ed Europa in alcuni casi divennero antropofagi, attaccando e divorando soprattutto donne e bambini, come accadde nei casi di Palazzolo Acreide (Sicilia) alla fine del XVII secolo e a Cusago nel XIX secolo. Le tecniche di caccia del branco vanno dall’attacco a sorpresa alle cacce a lungo termine. Attraverso una meticolosa cooperazione, un branco di lupi è capace di inseguire una grande preda per alcune ore prima di arrendersi, sebbene il tasso di successo di questo tipo di caccia sia relativamente basso. Spesso prede dei lupi, se in branco, sono alci, caribù, cervi e altri grandi ungulati. I lupi cacciano anche roditori e piccoli animali, seppure in maniera limitata, poiché un lupo medio necessita per sopravvivere, dai 1,3 ai 4,5 kg di carne al giorno. Ciò non significa che i lupi abbiano la possibilità di mangiare ogni giorno: i lupi di rado mangiano quotidianamente, così, quando ne hanno la possibilità, arrivano ad ingurgitare anche 9 kg di carne. Quando cacciano prede molto grandi, i lupi attaccano da tutte le direzioni, puntando specialmente al collo ed alle parti laterali dell’animale. Normalmente, le prede sono animali troppo anziani, feriti, o troppo giovani; tuttavia, anche animali sani possono occasionalmente soccombere».
Quando Gesù parlava di lupi, intendeva queste bestie pericolose, raccomandava di stare molto attenti agli uomini che hanno l’istinto animale dei lupi, capaci di divorare la dignità dei discepoli di Gesù e di eliminarli socialmente. Biblicamente parlare di lupi si intende evidenziare la depravazione e la putrefazione interiore degli uomini corrotti, quegli uomini che hanno una mente sconvolta da turbamenti paranoici e che pensano sempre a fare del male agli altri. All’esterno si mostrano sorridenti, anche gentili, apparentemente sereni. Riescono ad ingannare molti, pur mostrando sul volto i lineamenti imbarazzanti simili ai lupi.
Nel mio libro “La corruzione nella Chiesa” ho evidenziato che oggi al suo interno vivono un po’ di lupi, «è stato lo stesso Papa Benedetto XVI nella Santa Messa di insediamento il 24 aprile 2005 a parlare di complotti e di un pericolo gravissimo dentro la Chiesa : “… pregate per me perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi”.
Chi sono questi lupi? Non certamente i Sacerdoti e i Religiosi, si tratta, senza alcun dubbio, di Cardinali e Vescovi che sbranano e mordono» (pagine 10-11).
Nel Vangelo di oggi Gesù dice agli Apostoli e a tutti i cristiani: “Vi mando come agnelli in mezzo a lupi”, a quel tempo però i lupi rimanevano esclusivamente all’esterno della nascente Chiesa, in questi tempi non è più così. È opportuno leggere dal mio libro a pagina 54 “il piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica” http://www.gesuemaria.it/files/libro%206-ottobre-2011.pdf
Nella società civile è quasi un disastro, prevale l’atteggiamento egoistico e spesso malizioso. La perdita di Dio avviene con molta facilità, i molteplici impegni riducono il tempo e l’amore alla preghiera personale, sono molte le preoccupazioni e le lotte in famiglia e negli ambienti di lavoro. Le famiglie sane e tutto sommato armoniose sono quelle in cui si prega insieme ogni giorno. La presenza della preghiera scaccia via i lupi che sono dentro l’uomo debole.
Gesù ci chiede di diventare come agnelli, nel senso rispettoso del significato. «L’agnello occupa un ruolo fondamentale in molte religioni, soprattutto nel cristianesimo. Esso è infatti simbolo di purezza, di semplicità e di innocenza. Gesù Cristo è alle volte simboleggiato da questo animale, come nel caso dell’Agnello pasquale: nel suo ruolo di vittima sacrificale per i peccati commessi dall’umanità, Gesù viene spesso riferito come Agnus Dei, l’Agnello di Dio».
Il nostro cammino spirituale deve raggiungere la purezza, la semplicità e l’innocenza, non è facile lo so, ma questo è il vero cammino di perfezione. Se oggi cadete nel peccato e vi andate a confessare, dovete proporvi la lotta a quel peccato e al tempo stesso la pratica della virtù opposta. Per una settimana proponetevi ogni mattina nella preghiera la pratica di una virtù con vero impegno e di resistere alla tentazione sul peccato che più vi fa peccare.
Questa lotta sembra difficile invece è piena di gioia, perché la preghiera è gioia.
Solo quando assumeremo le caratteristiche dell’agnello riusciremo a compiere un grande e fruttuoso apostolato. Gesù non ci manda nel mondo solo per dire le sue parole, ci invia soprattutto per dare qualcosa, dobbiamo donare agli altri la pace del Signore. È FACILE DIRE LE PAROLE DEL VANGELO, DIFFICILE È DARE AMORE, PERDONO, PACE, GIOIA.
Gesù ci rende persone nuove se siamo docili a Lui e seguiamo i suoi insegnamenti. Così si diventa veri apostoli.

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