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Natale

Sulla luminosa Via Lattea avanzava,
fiero del suo carico prezioso, un asinello.
Sulla sua groppa sedeva un vecchio la cui barba,
bianca più della neve, ondeggiava al passo dell’animale;
una sfera di luce avvolgeva il vecchio e lo rendeva bello in tutta la sua regalità.

Due scarabei dalle ali di smeraldo erano adagiati, fianco a fianco, sulla criniera dell’asinello; tenevano amorevolmente in mezzo a loro una lucciola, puntino di luce fosforescente che si rifletteva sulle ali degli scarabei. Non avendo avuto figli dal buon Dio, avevano deciso di adottarne uno e scelsero la lucciola. La cosa non piacque al popolo degli scarabei per cui li processarono e li condannarono all’abbandono della lucciola.
– Fuggiremo, cara, – disse lo scarabeo Giuseppe, – andremo a Gerusalemme, lontano dalle nostre genti ma vicino al nostro figliolo -.
– Si, Giuseppe, andiamo a Gerusalemme! – disse Maria, la compagna scarabeo, -ma sta giungendo la notte e non conosciamo la strada -.
– Dio sarà con noi, Dio ci guiderà a cavallo del primo asinello che incontreremo e Lui siederà sulla sua schiena -.
Così fu e, lungo il cammino, le stelle più lontane del creato si aggiungevano alle altre che a decine, poi a centinaia e poi a migliaia, avevano formato una scia di luce rassicurante. Lontano, si scorgevano i chiarori tremolanti di torce e lanterne nelle povere case di periferia; Gerusalemme era vicina. Gerusalemme li avrebbe accolti e rifocillati.
Ma Gerusalemme era una città corrotta e, anche lì, gli scarabei avevano finito di essere buoni, per cui cacciarono via malamente i viandanti.
Il vecchio dalla barba bianca, triste per l’ingratitudine dei suoi figli, pronunciò:
– Poveri figli miei, neanche il Natale che è prossimo ha saputo bussare alle vostre porte di duro bronzo; i vostri petti si sono seccati e il cuore ha cessato di battere! -.
In quel momento, la stella più lucente del corteo si alzò nell’alto del cielo, si trascinò una lunghissima coda di scintillanti diamanti e si diresse verso la campagna aperta; il vecchio tirò dolcemente una delle redini e la seguì, fino ai piedi della montagna. Amorosa si presentava una grotta e in cima ad essa la stella cometa si adagiò schiarendo la strada ai viandanti.
- Venite genti della terra, venite a dare omaggio a questo mio figlio diverso, a questa lucciola di luce che sarà sorgente per gli assetati di tutti i tempi che verranno; venite a omaggiare questo figlio degli scarabei che doveva essere diverso, per cui volli che fosse una lucciola, un figlio di luce! -
Così gridò il Grande Vecchio dalla barba bianca, e dai monti e dalle pianure e da ogni angolo della terra ognuno venne a omaggiare il figlio degli scarabei, il figlio diverso, il nuovo figlio di luce.

La mezzanotte di Natale suonava con le sue penetranti ciaramelle e col caldo fiato delle zampogne, suonava per quell’esserino che avrebbe segnato il tempo della nascita e della rinascita dell’uomo

.( Nicola Candido)

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