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Benedicendo il nome di Dio, lodandolo, si attirano sul mondo i doni, le grazie di Dio.

UNA BENEDIZIONE SILENZIOSA
Da dieci anni Sonia è sprofondata nella depressione. Nè la gentilezza della sua famiglia, nè le cure mediche sono riuscite a farla emergere dall’abisso. Si teme il peggio, perché il pensiero del suicidio aleggia sulla casa e la soluzione di una camicia chimica è veramente inumana. La famiglia ha provato di tutto…

 

Fino al giorno in cui un gruppo di amici arriva a casa di Sonia, semplicemente per bere un bicchiere. Tra essi Eric, un pellegrino di Medjugorje che non conosce Sonia. Colpito dalla profondità della sua sofferenza, le dà silenziosamente la benedizione speciale e materna della Madonna, senza dirlo a nessuno. Poi il gruppo se ne va, ma promette di mantenersi in contatto. Alcuni mesi più tardi, Eric ritrova un amico di quel gruppo e chiede notizie di Sonia. – Non lo sai? Figurati che è in piena forma! Un recupero spettacolare, inaspettato! E non sai quello che ci ha detto? E’ strano, è dal giorno in cui siete venuti a trovarmi che ho sentito ritornare la vita, c’è stato come un “clic” e in meno di un mese ho ritrovato la forma. La testimonianza di Eric mi ricorda quella di Bertrand l’infermiere parigino che detestava il suo lavoro: tutti i giorni vedeva morire dei giovani di AIDS senza nessuna assistenza spirituale ed egli era straziato per non poterli aiutare perché in quei grandi ospedali, per economia, gli infermieri sono insufficienti e hanno appena il tempo di prestare le cure minime prima di correre in un’altra stanza. – E’ più che inumano – mi diceva – è criminale. Non si ha il diritto di trattare così i moribondi! – Fino al giorno in cui Bertrand scopre a Medjugorje la famosa benedizione speciale della Gospa… Ritorna un anno più tardi e non è più lo stesso ragazzo: - E’ fantastico! La Gospa mi ha trovato la soluzione. Quando devo sbrigarmi per curare un ammalato di AIDS, gli dò silenziosamente la benedizione speciale e materna e so che Maria stessa lo accompagnerà nel suo trapasso. Una volta un ammalato di AIDS morente è anche guarito! –

(Un’altra testimonianza Qui )

Di quale benedizione si tratta? Bisogna riferirsi al messaggio che Marija ha ricevuto sulla montagna e anche ai messaggi mensili. Mi ricordo che una delle mie prime conversazioni con Marija, nel Dicembre 1989, riguardava ciò che essa chiamava la “Benedizione speciale e materna”.

A quell’epoca, ingenua com’ero per quanto riguarda la cuitura croata e lo “stile” della Gospa, facevo domande completamente sfasate: – Marija, che differenza c’è fra le varie benedizioni date qui dalla Beata Vergine? Una volta è la sua “Benedizione solenne” (15.8.85 ), un’altra volta è la sua “Benedizione materna”(19.12.85), oppure “Vi benedico con la benedizione di Dio”(25.6.87), o ancora la “Benedizione della gioia’ (25.7.88) e infine questa famosa “Benedizione speciale e materna” che Lei ci chiede di portare a tutte le creature. Puoi spiegare le differenze? – La risposta fu totalmente deludente, con mio grande rammarico: - Non so, la Gospa non ha detto niente in proposito. – Se è forgiando che si diventa fabbri, è frequentando i Veggenti che si impara a vivere invece di fare domande! Se mi si propone un frutto lo prendo, dico grazie e lo mangio. Mela, banana, arancia…. ogni frutto opera nel mio organismo, senza che io capisca esattamente come. Sono nutrita, ecco la cosa più importante. Con i doni di Dio è la stessa cosa, per quanto in un altro ordine. Mi dà quello che sa essere un bene per me e io posso prenderlo o non prenderlo. Se lo prendo, il Creatore sa come il dono darà frutto in me secondo le leggi divine. E questo basta. Mi riposo in pace, ho fiducia. Il Giovedì Santo, Gesù non disse: “Capite e mangiate” ma “Prendete e mangiate”.A Medjugorje la Madonna ha dato una benedizione speciale e materna? Allora io la ricevo con riconoscenza. Mi chiede di trasmetterla a tutte le creature? Io la trasmetto. Non mi ha dato le istruzioni per l’uso? Ne faccio a meno e trasmetto con il cuore.

Un giorno Marija mi ha confidato che lei stessa dava questa benedizione speciale e materna molto semplicemente, dicendo per esempio: “Ecco, ho ricevuto la benedizione speciale e materna della Gospa e te la trasmetto.” – E’ ciò che la Gospa ti ha detto di dire?- Lei ci lascia liberi. Puoi aggiungere le preghiere che vuoi, col cuore. – - Imponi le mani? – No, la Gospa non l’ha detto. – Puoi trasmettere a un gruppo? – No, soltanto a una persona per volta. – Ho notato che se il nostro cuore è attento, la Madonna stessa ci indica quelli che dobbiamo benedire. Verso gli increduli o le persone che rifiutano ogni preghiera possiamo trasmettere silenziosamente questa benedizione. Ogni genere di grazie investe allora queste persone, pace, gioia, conversione… Alla fine degli anni 80, nell’entusiasmo di questa nuova scoperta dei doni di Dio attraverso la Madonna, tutto andava bene. Ma le cose migliori possono diventare aceto se l’uomo ci mette il suo peccato e si appropria di ciò che è divino per servire il proprio ego. Non si può inscatolare il divino, non si può venderlo, non si può gestirlo secondo le nostre miserabili leggi umane. Soprattutto in America ci sono state delle deviazioni. Il punto è non promuovere “un apostolato della benedizione speciale e materna” con volantini, conferenze il che potrebbe condurre alla fine a cose ridicole tali come dare la benedizione attraverso segreterie telefoniche o fax. Fortunatamente, illuminata dalla Gospa, Marija ha chiesto di rinunciare a questo.

Io stessa ho visto sbarcare indovini o guaritori che seminavano la confusione nel loro gruppo di pellegrini. Uno di loro mi chiedeva: “Suor Emmanuel, voglio ricevere solo da lei la benedizione speciale.” Sapevo che le sue intenzioni non erano pure. Ho rifiutato spiegando che questo dono non aveva niente a che fare con un fluido magnetico, ancor meno magico che ci si potesse passare dall’ uno all’altro. Tutto cio e tipico di Satana, che cerca di appropriarsi dei tesori di Dio, offertici dalla Madonna, e di utilizzarli per i suoi scopi perversi. Ho dato allora la benedizione silenziosamente, per evitare la confusione. Oggi la situazione resta delicata, perché da un lato Marija è categorica: la Gospa ha veramente chiesto che si trasmetta la sua benedizione, d’altra parte il nemico ha veramente seminato la zizzania nel bel campo di Medjugorje. Per parte mia credo che noi possiamo trovare ancora nella Bibbia la spiegazione. “Leggete la Sacra Scrittura – ci dice Maria – per poter scoprire il messaggio contenuto per voi nelle mie apparizioni”. In Ebraico, la parola Berakhah (benedizione) ha come radice la parola “ginocchio”. Ci si inginocchia davanti a Dio, ci si prosterna. La parola derivata Berakhot significa dono, grazia, pace. I termini in greco e in latino hanno perso una gran parte di questo significato meraviglioso della benedizione. All’uscita dal seno il bambino arriva sulle ginocchia di sua madre e là riceve i primi regali. “Bene Dire” (latino) va bene, ma dove sono finite le ginocchia? Dov’è finita la tenerezza della madre, del padre, che donano tutto il cuore al bambino che accarezzano e consolano sulle loro ginocchia? Benedicendo il nome di Dio, lodandolo, si attirano sul mondo i doni, le grazie di Dio. C’è innanzitutto la verticale della relazione Dio-uomo (Satana vuole ridurre tutto a una relazione orizzontale). E’ in Dio che la Gospa prende le benedizioni, i doni che ci dà. “Vi benedico con la solenne benedizione che Dio qui mi concede”‘ dice il 15 Agosto 85. Nella Bibbia, colui che, come Abramo, ha ricevuto una benedizione speciale è lui stesso portatore di benedizione per gli altri: “In te saranno benedetti tutti i popoli della terra”, “Benedirò chi te benedirà”.

(Gen 12,3) Fin dalla Creazione, Dio benedice l’uomo e gli dà il potere di benedire tutta la creazione, animali e piante, per dare loro i benefici ricevuti da Dio (Gen. 1,28). A sua volta Noè trasmette la speciale benedizione di Dio ai suoi figli, perché costruiscano una nuova umanità, rinnovata nello Spirito (Gen. 9,1). I Patriarchi trasmettono benedizioni irrevocabili ai loro figli, che cioè compiano ciò che profetizzano. La loro efficacia si estende alla loro discendenza, in modo reale (Gen. 48, 18) Aronne, Mosè, Davide, Salomone, i pastori del popolo trasmettono la benedizione di Dio in modo ben concreto. Ci sono per questo cerimonie, sante assemblee, parole, gesti, liturgie. Maria di Nazareth stessa è benedetta da Elisabetta, da Simeone al Tempio… Nelle celebrazioni dello Shabbat, Giuseppe il Giusto benediceva suo figlio Gesù, secondo una formula che ricorda le benedizioni date nei tempi antichi a Beniamino e a Manasse. (Il padre di Maria la benediceva secondo la formula di Rachele e Lia, riservata alle ragazze). Tuffo ciò faceva parte integrante della vita della Sacra Famiglia e di tutto il popolo ebreo, poi giudeo-cristiano. Il padre di famiglia deve trasmettere ai figli la benedizione divina ricevuta attraverso Abramo, Isacco e Giacobbe, di generazione in generazione. Come ci insegna la Bibbia, la benedizione è anche una grazia escatologica, perché colui che benedice chiama la venuta del Messia.

E Maria a Medjugorje non viene proprio a preparare i suoi figli alla seconda venuta di suo Figlio, così come Giovanni Battista l’ha fatto per la sua prima venuta? La Sua scelta del 24 giugno (Festa di 5. Giovanni Battista), per la Sua prima apparizione è ricca di significato. Per questo noi abbiamo bisogno della sua benedizione speciale e materna. Nello spirito della Bibbia, la benedizione si arricchisce mentre si trasmette, è una progressione, è un allargamento. Io dà e ricevo il centuplo, è la dinamica del Regno. Colui che non benedice rischia di impoverire il dono di Dio in lui, di sprecarlo.

La Gospa ci ha chiesto di vivere e trasmettere questi messaggi, di testimoniarli. perché ha aggiunto questo fatto di trasmettere la benedizione? Perché la testimonianza non sostituisce la benedizione, è un’altra realtà. La Gospa chiede ai genitori di dare l’esempio, di essere portatori di pace, ma chiede loro anche di benedire i figli. E’ un’altra necessità per la crescita del bambino, perché la sola testimonianza non trasmette la Protezione come fa la benedizione. La testimonianza non trasmette nemmeno l’Alleanza conclusa da Dio con Abramo e con Mosè sul Sinai. La testimonianza esercita una buona influenza, un’attra zione. La benedizione esercita un’azione invisibile: Maria, per esempio, attinge a piene mani a ciò che è di Dio per darcelo, e questo trasforma in modo diretto la nostra anima al di là della consapevolezza che possiamo averne. A ogni sua venuta, la Regina della Pace benedice i veggenti e tutti quelli che si sono riuniti in preghiera. E per i “non veggenti” la dose non è minore! Non sono diplomata in teologia mariana e devo a volte arrangiarmi con i mezzi di bordo, allora mi dico questo: “Lei viene e vede l’estrema povertà della mia anima, mi ama e ha in sè tutti i più bei tesori di Dio, è mia Madre e ha molti modi di benedire… che cosa farà? Credo che mi darà la migliore delle sue benedizioni oggi, per puro amore! E io la prendo tutta intera senza pormi domande, perché so che sono i violenti che s’impadroniscono del Regno di Dio.”

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