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MARIA :FIGLIA DEL PADRE – MADRE DEL FIGLIO – SPOSA DELLO SPIRITO SANTO


Ti lodo Signore, perché il cielo e la terra sono pieni delle tue meraviglie, perché Tu o tre volte Santo hai tenuto nascoste queste cose agli intelligenti ed ai sapienti e nella tua infinita bontà ti sei compiaciuto di rivelarle ai piccoli i quali con cuore puro posso accogliere i tuoi messaggi. Inoltre ti ringrazio Signore della Santa Madre Chiesa perché come la tua Santa Madre Maria non si stanca di indicare la via e in tutto come Lei ci dice “Fate quello che Lui vi dirà”(Gv 2, 5). Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’importanza di Maria nel piano salvifico di Dio sull’umanità basterà evidenziare come essa sia sempre stata presente nella cristianità. Nel “Simbolo Apostolico” redatto intorno agli ultimi decenni del II secolo dopo Cristo si recita ” il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine”. Se la Madre di Dio non avesse tale importanza, e fosse come è ritenuto da qualcuno, soltanto un mero strumento, un involucro buono soltanto a fornire la sostanza umana, non vi sarebbe alcuna ragione che ogni buon cristiano recitasse questa formula di fede ribadendo la maternità di Maria, la sua verginità ed il concepimento del Signore nello Spirito Santo.
Di questo piano salvifico dove Maria ci fa da maestra per aiutarci ad arrivare più facilmente al Nostro Signore Gesù c’è ne parla chiaramente la Scrittura.

Cominciamo subito dal passo dell’Incarnazione. “Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei. (LC 1,28-38).
“Piena di Grazia” un appellativo che rivela quanto Maria fosse gradita al Signore ancora prima che pronunciasse il suo FIAT. Il passo è ricco di particolari come questo, tutti importantissimi, che però a volte distraggono l’attenzione da un aspetto altrettanto importante. Gregorio il Taumaturgo(m. intorno al 270 D.C.) ci insegna che Maria è stata sempre considerata dalla Chiesa come colei che ha reso possibile la venuta della Trinità nel mondo. L’aspetto importante è proprio questo, la visione d’insieme che coinvolge tutti i membri della Santissima Trinità. Il Padre che manda la Grazia, il Figlio che accoglie la questa Grazia(s’Incarna), lo Spirito Santo che riempie di Grazia.
Maria è pertanto Figlia del Padre, Madre del Figlio e Sposa dello Spirito Santo.

FIGLIA DEL PADRE

“Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l`avessi chiamata all`esistenza?”( Sap 11,25). L’onnipotente Signore, prima che l’uomo cadesse nel peccato pensò subito, se così si può dire applicando un metro umano, a suo Figlio Gesù quale mezzo per cancellare tale colpa e a Colei che lo avrebbe dovuto generare “nella pienezza dei tempi”, perché, attraverso la piena cooperazione di lei, il tempo stesso fosse redento. Ecco da dove viene fuori il saluto dell’angelo che risuona ancora oggi sino a noi “Piena di Grazia”. La Vergine Maria fu allora creata, figlia Immacolata del Padre, nel pensiero eterno di Dio, nel cuore stesso della Trinità Santissima, perché il Padre la potesse offrire quale madre del Figlio suo, così che, il sacrificio redentore del Figlio fosse da lei pienamente abbracciato. E’ infatti anche lei sotto la croce nel guardare e quel Figlio in agonia prendendo parte a quel terribile dolore. Inoltre questa generazione di Maria nella Santissima Trinità pone e spiega il brano biblico Genesi 3, 14-15.

MADRE DEL FIGLIO

E’ grande il Nostro Signore, proprio perché nella sua infinità bontà vuole confondere i superbi e i grandi della terra per donarsi ai piccoli. Proprio per questo glorificò se stesso dipendendo da una umile vergine d’Israele nella sua concezione, nella sua nascita, nella presentazione al tempio, nella vita nascosta, nell’inizio del suo ministero nelle nozze di Cana di Galilea e nella sua stessa morte quando ella fu presente sotto la croce generando tutta l’umanità nello straziante parto del calvario.

SPOSA DELLO SPIRITO SANTO

Così “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo “ Lc 1, 35 . E’ nella pienezza dei tempi che il Signore inviò l’Arcangelo Gabriele ad annunciare a Maria di divenire la madre del Messia annunciato nelle scritture. Con il suo Fiat Maria accolse lo Spirito Santo che generò in lei il Salvatore. Con quel “SI” la vergine è divenuta sposa dello Spirito Santo e tabernacolo di Gesù quella “fonte di acqua viva” da cui ogni uomo beve ed attinge per la propria salvezza. Grazie Maria.

Dove possiamo trovare gli elementi giusti per guardare a Maria come la prima discepola di Cristo. Il vangelo di Giovanni è sicuramente il più adatto. Al vangelo di Giovanni è associato il simbolo dell’aquila, questo perché tale vangelo a differenza degli altri tre è quello maggiormente intriso di aspetti teologici riguardanti il Cristo, mentre gli altri tre rimangono legati alla terra, con il vangelo di Giovanni possiamo spiccare il volo a dorso di un aquila nel tentativo di mirare i misteri di Dio.
“Era presente la madre di Gesù.” Con questo branoinizia la vasta inclusione mariana; ossia tutto il Vangelo di S. Giovanni è chiuso fra due estremi mariani:
- Maria alle nozze di Cana;
- Maria sotto la Croce.
È importante che Giovanni non chiama mai la Madonna con il suo nome comune, Maria; dice sempre: «Madre di Gesù». Oppure: «Donna»; Maria è la vera donna. Tanto più la donna è santa, tanto più è donna. Il brano delle nozze di Cana è piuttosto controverso ed in esso sono contenuti molti misteri, come del resto in tutto il Vangelo di Giovanni. “Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». (Gv 2, 1-5). Perché Gesù rispose in questa maniera a sua Madre. Perché proprio lui che è il Signore dell’Ordine sembra qui dare una risposta fuori d’ordine. Maria è la Madre di Dio e questa è certamente una realtà inconfutabile, ma occorre aggiungere che è la madre della umanità di Gesù non della sua Divinità. Gesù sembra risponderle così proprio secondo questa affermazione “che cosa c’è fra me e te o donna?”, non ti riconosco come madre della mia Divinità, ma nello stesso tempo aggiunge, “non è ancora arrivata la mia ora”. Di quale ora parla Gesù? E’ forse stato spinto da Maria ad intraprendere prematuramente il suo Ministero? E’ stato spinto da Maria ad abbracciare la vita pubblica prima del tempo stabilito? Certamente no! Con quella frase Gesù si riferisce al Calvario, si riferisce all’ora in cui diede spontaneamente la sua vita per la salvezza della umanità, si riferisce all’ora in cui agonizzante appeso alla croce aprendo gli occhi riconobbe sua Madre ” Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 26-27).
Perché allora pur non riconoscendola quale madre della sua Divinità le accordò quel miracolo che ella richiedeva per la sua Divinità? La risposta è semplice. Maria la “Piena di Grazia” colei che “serbava tutte queste cose nel suo cuore” riconobbe per prima suo Figlio come segno di salvezza del suo popolo divenendo discepola perfetta con le parole “Fate quello che Lui vi dirà”. Il brano del capito 19 del Vangelo di Giovanni che abbiamo da poco esposto, inoltre ci parla chiaramente della missione di Maria nei confronti della umanità. Immaginiamo di essere al posto di Gesù appesi ad una croce. Siamo carichi di dolore, le membra tutte gridano di dolore e spesso cadiamo dallo stato conscio a quello inconscio. Ad un tratto, in uno sprazzo di vitalità ci accorgiamo che nostra madre è ai nostri piedi ad assisterci in questa terribile ora e li accanto c’è il nostro migliore amico. Siamo essere umani, sappiamo che entro breve sarà finita. Nostra madre e li che ci guarda, noi siamo stati sino ad adesso il suo sostentamento, dal momento che nostro padre è morto prima di noi, e nell’agonia della morte le diciamo “Donna ecco tuo figlio”. Ma come?! Nella nostra piccola ottica umana noi che stiamo morendo sulla croce diciamo a nostra madre di accogliere un estranio nella propria famiglia? Forse non dovrebbe essere proprio il contrario? Non dovremmo dire al nostro amico”Io sto morendo, bada tu a mia Madre”.
E’ proprio per questo che il Vangelo di Giovanni è rappresentato con la figura di un’aquila perché con un parlare oscuro vuole rivelare faccende chiare. Il brano è chiaro, Gesù affida per primo Giovanni a sua Madre perché sua Madre in quel momento e per sempre è rivestita del ruolo di Madre dell’umanità. Da quel momento e per sempre risuona una sola ed una richiesta “Fate quello che Lui vi dirà”. Tutte le apparizioni Mariane che avvengono incessantemente da qualche secolo a questa parte, oltre ad essere un antidoto contingente al veleno satanico non fanno altro che ribadire “Fate quello che Lui vi dirà”. Possiamo concludere che Maria svolge un ruolo che è centrale nella storia della nostra salvezza; ciò è evidente in molti brani della Bibbia. Un ruolo che è centrale, ma che non è il centro!
Il “vero centro” della storia, per il popolo cristiano, è sempre e solo Cristo “potenza e sapienza di Dio” (1Cor 1,24).



È la donna più famosa di tutti i tempi.
Su di lei sono stati scritti oltre 200 mila libri.
A quasi duemila anni dalla sua morte, la ragazza di Nazareth continua ad attirare decine di milioni di fedeli nei santuari di tutto il mondo. Il network a lei dedicato, Radio Maria, segna ascolti da record (1 milione 871 mila fedeli al giorno solo in Italia).

Ma chi era davvero la mamma di Gesù? La parola agli storici.

Partiamo dall’Abc: Maria è un personaggio storico o è un mito inventato dai cristiani? «Per sapere se un fatto è accaduto davvero dobbiamo basarci su diverse testimonianze, non ne basta una sola», spiega padre Stefano De Fiores, mariologo, docente alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma: «E noi abbiamo a disposizione i quattro Vangeli di Luca, Marco, Matteo e Giovanni e la Lettera ai Galati di San Paolo: in tutto 152 versetti che parlano di Maria. Giovanni non la chiama mai per nome, ma la definisce la “madre di Gesù”. Luca si comporta come uno storico del tempo e garantisce di aver compiuto accurate ricerche e di aver interrogato i testimoni». E tra questi, probabilmente c’era proprio Maria: «Perché Luca racconta troppe cose dell’infanzia di Gesù, che solo sua madre potevasapere», aggiunge Mauro Pesce, docente di Storia del cristianesimo e delle chiese all’Università di Bologna.

 

 

 

 

I ricchi nonni di Gesù

Maria (Myriam in aramaico) era nata intorno al 19 a.C, anno in cui il re Erode cominciò i lavori di ristrutturazione del Tempio di Gerusalemme. Dai Vangeli canonici, quelli inseriti dalla Chiesa nella Bibbia perché ritenuti di ispirazione divina, possiamo ricavare alcuni dettagli sulla sua vita: sappiamo che viveva a Nazareth, uno sperduto villaggio della Galilea, e che era promessa sposa a un discendente del re Davide, Giuseppe; sappiamo che era parente di una certa Elisabetta, moglie del sacerdote Zaccaria e madre di Giovanni Battista, e che si recava ogni anno in pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua ebraica, anche se la Legge non obbligava le donne a farlo.

La ritroviamo poi nei momenti decisivi della vita di Gesù: l’annunciazione e la natività, il suo primo miracolo a Cana (Gesù trasforma l’acqua in vino), la passione e la croce. E nei raduni dei discepoli dopo la resurrezione, fino alla Pentecoste. «Per avere qualche informazione in più», continua De Fiores, «dobbiamo rifarci ai vangeli apocrifi, in particolare al Protovangelo di Giacomo, un testo del 200 d.C. Un tempo questi racconti erano disprezzati dagli storici, ma oggi vengono studiati perché contengono alcuni elementi attendibili. I nomi dei genitori di Maria, per esempio, sono accettati anche dalla Chiesa: Gioacchino e Anna erano disperati perché non avevano figli, una macchia per la mentalità dell’epoca, tanto che lui fu cacciato dal Tempio perché considerato maledetto. Si ritirò in preghiera per quaranta giorni e alla fine venne esaudito. Gioacchino era un ricco allevatore di bestiame e Anna aveva almeno una serva a suo servizio. Maria, quindi, potrebbe essere nata in una famiglia benestante, di stirpe nobile e imparentata con il sacerdote Zaccaria».

Scandalo al villaggio

 

 

Il Protovangelo riporta che a tre anni la bambina fu consacrata al Tempio di Gerusalemme, dove venne allevata fino ai dodici anni. In effetti, antichi documenti ebraici confermano che a quel tempo alcune vergini venivano reclutate con il compito di confezionare il velo del Tempio fino all’età dellemestruazioni, quando erano considerate “impure” ed erano allontanate dal luogo santo. Come si concilia una eventuale consacrazione di Maria con il matrimonio? «Lo storico ebreo David Flùsser ha scoperto nell’antico documento esseno del Tempio di Qumran il riferimento a un collegio di ragazze che facevano voto di castità con l’approvazione del padre», spiega De Fiores. «Una donna da sola, però, non era in grado di portare avanti questo voto perché rischiava di essere violentata. Era necessario un garante, un capofamiglia, e Giuseppe poteva avere questo ruolo».

Tanto più che il Protovangelo lo descrive come un uomo anziano, vedovo e con figli (i famosi “fratelli di Gesù”?), una tesi che però la Chiesa ha rigettato, considerando vergine anche Giuseppe. «Io dubito che Maria avesse vissuto nel tempio da bambina», controbatte Mauro Pesce. «II Protovangelo va preso con le molle, contiene troppi elementi assurdi, come l’aneddoto della nutrice che infila la mano nella vagina di Maria per constatare il parto verginale: una cosa vergognosa anche solo a scriverla!».

Una notizia attendibile, però, ci sarebbe: Maria venne promessa sposa a dodici anni. In Israele i fidanzamenti si celebravano a quell’età per le ragazze e a 18 per i maschi. Era un contratto tra le famiglie: il padre di lei pagava una dote in denaro (mohar) e la bambina passava sotto la tutela del marito. Un anno dopo venivano celebrate le nozze con l’ingresso della sposa coperta da un velo nella casa dello sposo.

L’annuncio dell’angelo a Maria (e quindi il concepimento di Gesù) avvenne nel periodo del fidanzamento. A Nazareth si sarà sparsa la voce: «Hanno consumato prima delle nozze? Lei lo ha tradito?». Dal punto di vista giuridico, la convivenza tra fidanzati non era una colpa. «L’atto in sé non era punibile, a condizione che il fidanzato si riconoscesse responsabile», scrive Frédéric Manss, biblista dello Studio Biblico francescano di Gerusalemme nel libro Beata colei che ha creduto. Maria, una donna ebrea (Edizioni Terra Santa). «Se negava di aver preso parte alla vicenda, il reato di infedeltà piombava sulle spalle di lei che era accusata di adulterio. E per quel crimine la Legge di Mose non conosceva che una punizione: la lapidazione».

 

È probabile che Giuseppe sia stato convocato in tribunale e abbia dovuto difendere la sua compagna attribuendosi ogni colpa. In sogno un angelo lo aveva rassicurato: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa: ciò che in lei è stato concepito è opera dello Spirito Santo». E lui ci aveva creduto. Durante la gravidanza Maria andò a trovare la cugina Elisabetta, che la salutò in modo misterioso: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?». La Madonna rimase a casa della cugina per tre mesi.Quanto c’è di vero in questo racconto? «Bisogna sapere che i Vangeli si fondano sull’Antico Testamento e sono stati scritti dopo la resurrezione di Gesù», spiega De Fiores. «Spesso ripropongono uno schema classico, presente negli antichi testi. La visita di Maria a Elisabetta, per esempio, ricorda la visita di tre mesi che fece Davide all’Arca dell’alleanza, una cassa sacra rivestita d’oro che conteneva le tavole della Legge. Maria è la nuova Arca dell’alleanza dove abita il Signore. Questo non significa che l’episodio sia stato inventato, ma è stato approfondito dalla prima comunità cristiana».

Myriam partorisce Gesù (Yoshua) probabilmente nell’anno 6 o 7 a.C. Finora si pensava che il 25 dicembre fosse una data fittizia stabilita dalla Chiesa per sostituire una festa pagana. Studiando il calendario dei turni sacerdotali nei rotoli di Qumran, Schemarjahu Talmon dell’Università di Gerusalemme ha dimostrato che Gesù era nato proprio a dicembre.

 

 

Otto giorni dopo i genitori lo portano al Tempio per la circoncisione, come prescriveva la Legge. Qui Maria incontra un misterioso personaggio, Simeone, che prende in braccio Gesù e le profetizza: «Questo bambino è un segno contraddetto, e anche a te una spada trapasserà l’anima, affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori». Ecco uno sviluppo imprevisto: «Il futuro di Maria è un cielo oscuro che si tinge di sangue. Questa donna ha sofferto moltissimo nella vita. Il figlio rimarrà un enigma permanente anche per lei», commenta De Fiores.

A 12 anni il figlio si ribella

I primi problemi cominciano quando accompagna Gesù dodicenne al Tempio, forse per il suobarmitzvah, la cerimonia di passaggio all’età adulta. Giuseppe avrà recitato la benedizione tradizionale: «Benedetto sei tu Signore che mi hai sciolto dalla responsabilità di questo figlio». Al ritorno, però, i genitori si accorgono che il ragazzino è sparito. Dopo tre giorni lo trovano intento a discorrere con i dottori del Tempio. Maria lo rimprovera: «Figlio perché ci hai fatto questo? Tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo», ma Gesù risponde seccato che deve stare nelle «cose di suo Padre».

 

 

Gesù rivendica la sua indipendenza: lui è figlio di Dio. Maria non capisce. «E normale che non comprenda», prosegue De Fiores. «Qui si parla del Tempio, dei tre giorni di angoscia e del ritrovamento: è tutta un’allusione ai tre giorni terribili che la mamma dovrà passare durante la passione, morte e resurrezione del figlio. Maria viene in qualche modo preparata alle sofferenze future».

Dopo questo “colpo di testa” Gesù torna a Nazareth e vive tranquillo fino ai trent’anni, quando compie il primo miracolo durante un matrimonio a Cana di Galilea, sotto l’impulso di Maria: «Non hanno più vino» e lui le risponde «Che c’è tra me e te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». Poi però trasforma l’acqua in vino, una bevanda che nella Bibbia simboleggia la gioia promessa da Dio al suo popolo. Grazie alla richiesta di Maria, Gesù compie il primo segno e i discepoli credono in lui. Ma perché si rivolge alla madre chiamandola donna? «Nell’Antico Testamento la donna è Israele», spiega De Fiores. «Maria rappresenta Israele e raccoglie i suoi figli per ¦ riunirli nel tempio, che è Gesù».

Gesù e la crisi con la famiglia

Alle nozze di Cana erano presenti anche i “fratelli di Gesù”, che secondo la Chiesa sarebbero semplici parenti (in aramaico il termine fratello è usato infatti anche per cugino e per nipote). «Tra Gesù e la sua famiglia ci deve essere stato uno scontro», osserva Mauro Pesce. «I fratelli sembrano non avere fiducia in lui. E Gesù stesso ci tiene a sottolineare che non contano i legami di sangue. Maria deve aver avuto un ruolo di mediatrice perché dopo la resurrezione la troviamo nel cenacolo a pregare insieme ai fratelli del Signore e agli apostoli, riuniti tutti nel nome di Cristo. Era una donna molto attiva. Il Vangelo dei nazareni, un apocrifo del II secolo, racconta che Maria e i fratelli avevano esortato Gesù a farsi battezzare da Giovanni Battista. Se così fosse significherebbe che Maria era seguace del Battista e confermerebbe la grande influenza sul figlio: sarebbe stata lei a suscitare gli interessi religiosi in Gesù e a spingerlo verso il Battista».

La fine la conosciamo: la Madonna deve assistere alla tortura e alla crocifissione del figlio. La nefasta profezia di Simeone si è realizzata. Dalla croce Gesù affida la madre al discepolo amato, Giovanni, che secondo la tradizione avrebbe preso a ospitarla a casa sua. «Non è solo un fatto privato, è una cosa che riguarda tutti noi», conclude De Fiores. «Gesù era sulla croce, non c’era da perdere tempo raccontando cose inutili. Alla materna protezione di Maria non viene affidato solo Giovanni, ma l’umanità intera».

Le Giornate di Maria a Nazareth

Appena alzata, Maria recitava la benedizione (beracha): «Benedetto sei tu Signore che mi hai creata secondo la tua volontà».

Durante il giorno poteva recarsi in sinagoga per ascoltare la Parola di Dio. Avrà apprezzato in particolare il Cantico di Anna, che ringrazia il Signore per la nascita del figlio Samuele come farà Maria stessa nel Magnificat dopo l’annunciazione («L’anima mia magnifica il Signore…»).

La mattina, ogni tanto, si sarà recata al mercato di Sefforis, una città moderna a pochi chilometri da Nazareth, per vendere i prodotti del giardino. È probabile che Giuseppe vi lavorasse in un cantiere; non era infatti un semplice falegname (errore di traduzione della parola greca tekton), ma un costruttore edile. [Leggi il libro diNicola Bux - Gesù il Salvatore]

Sabato (shabbat) era il giorno sacro per gli ebrei. I preparativi cominciavano il venerdì sera. Al tramonto Giuseppe e Gesù lasciavano la bottega per aiutare Maria; la trovavano che trasportava le giare piene d’acqua, con le quali riempiva i grandi recipienti di terracotta per la purificazione rituale. Mentre suo figlio e suo marito si lavano e indossano le vesti bianche, lei prepara il pasto. La donna aveva il privilegio di accendere le candele della festa recitando una benedizione. Il giorno dopo, Giuseppe e Gesù indossavano lo scialle di preghiera (tallit) e andavano alla sinagoga, mentre Maria preparava ia tavola per la festa.

Da bambino Gesù doveva ripetere alla mamma le preghiere e le lezioni che aveva imparato a scuola. Lei gli insegnava le usanze ebraiche e gli tagliava i capelli lasciandoli crescere sulle tempie come esigeva la Bibbia. (Liberamente tratto da Beata colei che ha creduto di Frédérìc Manss).

Un culto antico

 

 

Sui muri di una sinagoga giudeo-cristiana costruita sulla casa di Maria a Nazareth è incisa la più antica preghiera conosciuta alla Madonna: XA MAPIA, abbreviazione di Kàire Maria (Rallegrati Maria), il saluto dell’angelo Gabriele nonché inizio dell’Ave Maria; il graffito, lasciato da un antico pellegrino, attesta che la devozione mariana è iniziata prima del concilio di Efeso del 431. Un’altra prova è fornita da un papiro trovato in Egitto, che ha permesso di datare al 250 una celebre antifona alla Vergine: «Sotto la tua protezione ci rifugiamo o Madre di Dio (Theotòke). Le nostre preghiere non disprezzare nella disgrazia ma liberaci dal pericolo».

I Dogmi Mariani

La Chiesa è certa di quattro verità della fede sulla Madonna:

1) Maternità divina: presente già nel papiro egiziano del 250 d.C, viene stabilita dal Concilio di Efeso (431); proclama Maria madre di Dio (Theotokos).

2) Verginità perpetua: proclamata già da papa Silicio (391), viene definita nel quinto concilio ecumenico di Costantinopoli (553). Alcuni protestanti vogliono Maria vergine solo fino al concepimento di Gesù e non dopo (Lutero e Calvino però sono a favore del dogma).

3) Immacolata concezione: la Madonna è nata senza la macchia delpeccato originale, caso unico tra gli esseri umani. Proclamata daPio IX l’8 dicembre (giorno in cui si celebra) del 1854.

4) Assunzione: proclamata da Pio XII noi 1950. riprende la tradizione della dormizione o del transito della Madonna secondo cui la Vergine, alla fine della sua vita terrena, sarebbe stata portata in cielo con il corpo. Si festeggia il 15 agosto. La tomba di Maria è stata trovata nel 1972 a Gerusalemme a pochi passi dal celebre orto degli ulivi, ma era vuota. Il suo corpo non è mai stato trovato.

La Madonna per i musulmani

La Madonna dei cristiani c’è anche nel Corano. La moglie di Maometto era di famiglia cristiana e questo ha contribuito a eleggere Maria «la più illustre delle donne in cielo e sulla terra». Madre di Issa (Gesù), penultimo dei profeti, è l’unica donna chiamata per nome (una quarantina di volte) assieme a Fatima, figlia di Maometto. Il libro sacro dell’Islam le dedica un capitolo (sura di Maryam). Di Maria l’Islam riconosce verginità e assunzione in cielo.

Nei santuari mariani non mancano i musulmani. Solo a Lourdes, luogo cristiano per eccellenza, i pellegrini islamici sono quattrocentomila l’anno (il 6 per cento dei visitatori). La Vergine sarebbe apparsa in Egitto per un anno a partire dal 2 aprile del 1968 a cinque operai musulmani sulla cupola di una chiesa copta a Zeitoun. Tra la folla attonita che si recava a osservare le apparizioni si registrarono guarigioni miracolose e conversioni.

Madonne da Record

La più alta statua della Madonna è il monumento a la Virgen di La Paz, Venezuela (nella foto in basso). Altezza: 47 metri. Inaugurato nel 1983, si trova su una montagna aita 1.700 metri sovrastante la cittadina di Trujillo. Costruito in cemento, ha un ascensore che porta a cinque terrazze di osservazione (la più alta si trova negli occhi della Vergine Maria).

Il più grande santuario mariano del mondo è Nossa Senhora Aparecida a San Paolo, in Brasile, con una superfice di 18 mila metri quadrati e la capacità di accogliere sino a 46 mila fedeli; il suo campanile è alto 100 metri e la cupola ha un diametro di 70 metri.

(Isabella Vergara)
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