
Il tema dei diritti televisivi nello Sport negli ultimi anni è stato più volte oggetto di dibattito, anche perché per molte società in varie discipline è l’unica fonte di introito nel Proprio bilancio, e in particolare nel Calcio, dove biglietti, pubblicità, merchandising sono poco valorizzati anche a causa della mancanza di stadi di proprietà e infatti la Serie A perde di competitività europea.
Ma il discorso che vorrei fare, cari lettori, è più ampio: certamente i diritti tv che riguardano il pallone sono i più importanti per la televisione italiana, ma anche automobilismo, motociclismo, ciclismo, basket, tennis, atletica, nuoto, volley a altro rivestono la loro importanza, poiché seguiti da milioni di spettatori italiani.
Partiamo però dallo sport più popolare cioè il calcio: per rimanere solo agli ultimi tempi, la Rai ha garantito(a parte un periodo di tre anni) i diritti tv in chiaro della Serie A, Serie B, Lega Pro e negli ultimi 6 anni pure della Champions League, oltre che delle partite della Nazionale in esclusiva. Dal 2006 però deve spartire i Mondiali di calcio con Sky, mentre ha mantenuto l’esclusiva degli Europei. Proprio Sky, emittente satellitare del magnate Rupert Murdoch che in Italia entrò nel 2003 dalla fusione delle precedenti tv del satellite, e ormai può vantare cinque piattaforme, nel Regno Unito e Irlanda, Germania, Brasile, Messico e Italia, è la principale pay tv nel nostro paese, e da subito acquistò i diritti per trasmettere il campionato di Serie A, poi la Champions League e appunto mise a segno il grande colpo dei Mondiali 2006, replicati con i Mondiali 2010, e si ripeterà nel 2014 in Brasile, lasciando alla Rai circa metà delle partite, dovute ad accordi di garanzia con la Fifa, che tutela il pubblico in chiaro, comunque le più importanti e le sintesi ampie delle altre. La Rai, che da sempre resiste con gli Europei, meno costosi per il bilancio della tv di Stato dei Mondiali, ha però rinunciato anche dal 2012-2013 alla Champions League, i cui diritti in chiaro saranno di Mediaset, che torna ad avere la Champions League dopo averla avuta sulla piattaforma a pagamento del digitale terrestre Mediaset Premium in questi ultimi anni, e ha tenuto testa a Sky. Ma la Uefa ha alzato i costi, e dunque solo Sky ha rinnovato i contratti per i diritti pay, lasciando a Mediaset una partita in esclusiva a settimana e le sintesi ampie delle altre. Sky, che ha ormai tutti i canali in HD, può offrire ai 5 milioni di abbonati un ottimo servizio lasciando quasi nulla agli altri. Così per la prossima stagione Rai avrà highlights di Serie A, Serie B e tutti i diritti radiofonici, e tratta in esclusiva Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, mentre Mediaset avrà la Champions League sulle reti generaliste, e su Mediaset Premium Serie A, Serie B ed Europa League in esclusiva oltre al Mondiale per Club e la Supercoppa Europea, mentre Sky risponde con Serie A, Serie B, Champions League(128 partite su 145 in esclusiva), Premier League, Bundesliga e Liga(anche se il contratto è in scadenza), e altri campionati europei.

Parliamo di automobilismo: la Formula 1, si sa, coinvolge milioni di telespettatori in tutta Europa, e in Italia la passione per la Ferrari è di tanti appassionati, compreso chi vi scrive. Ormai da anni la Rai segue in esclusiva la F1, a parte una breve parentesi in compagnia di Mediaset nei primi anni ’90; milioni di ascoltatori ogni GP per la tv di Stato, soprattutto quando la Ferrari è in lotta per il titolo. Ma da quando Ecclestone gestisce la vendita dei diritti tv, i costi sono saliti a dismisura, fino ai 35 Milioni di Euro annuali di adesso: costi insostenibili, anche se i ricavi dagli ascolti e dalla pubblicità coprono in parte la cifra. Ma ecco che per il triennio 2013-2015 Ecclestone chiede alla Rai 43,5 Milioni di Euro all’anno. Nonostante le rassicurazioni del dg Lei, che poco tempo fa diceva che la Nazionale di Calcio, la Ferrari e il ciclismo saranno sempre e solo sulla Rai, l’offerta giusta la fa Sky, che già ha l’esclusiva in Inghilterra(con la BBC) e trasmette pure in Germania, e paga i soldi(qualcuno dice 48 Milioni) necessari almeno per il 2013 e torna con la F1 dopo l’esperienza(non positiva) della stagione del 2009. Ma Ecclestone vuole garanzie per gli spettatori in chiaro, così come accade nel Regno Unito, un canale nazionale in chiaro potrà trasmettere 9 dei Gp in diretta(su 20) e gli altri 11 in differita integrale. Sarà la Rai? Oppure sarà il canale digitale di Sky in Italia, Cielo? Di certo che questo colpo di Sky fa il paio con l’assegnazione in esclusiva del Motomondiale dal 2014, con Mediaset che dal 2013 strappa a La7 il Mondiale Superbike. Troppo poco però: la F1 in chiaro è a rischio, anche se Sky può dovere rientrare della spesa fatta dividendo i diritti con un’altra emittente.

Olimpiadi: anche qui siamo a una novità, giacché eravamo abituati a seguire tutto sulla Rai. Ma Sky anche qui mise il colpo a segno per Vancouver 2010, giochi invernali, per Londra 2012, olimpiadi estive, Sochi 2014, invernali, e Rio de Janeiro 2016. E la Rai? Dalle 800 ore di Pechino 2008 si passa a 200 ore di Londra(a fronte delle 1600 di Sky) e solo perché il Comitato Olimpico Internazionale vuole garanzia per tutti. Ore ancora più ridotte per i Giochi Invernali. Certamente i 12 canali HD satellitari dedicati di Sky sono irraggiungibili, sebbene il passaggio definitivo al digitale terrestre permette alla Rai di arrivare fino a 3 canali(Rai2, Rai Sport 1 e 2).
Il tennis è, gare della Nazionale a parte, appannaggio di Sky che sfrutta la diretta di Eurosport 1 ed Eurosport 2, oltre Eurosport News, che fa parte del suo bouquet di oltre 200 canali, anche se la Rai sta tentando di inserirsi, vedi la diretta del Roland Garros appena concluso e insieme a Supertennis, canale ufficiale della Federazione Italiana.
Il ciclismo, sport nazionale insieme al calcio, è trasmesso dalla Rai, a cominciare dalle classiche invernali fino al Giro d’Italia e al Tour de France per arrivare con le classiche di fine stagione e poi il Mondiale, anche se pure Eurosport trasmette le corse più importanti.

Il basket invece ha fatto il percorso inverso: dopo sette anni Sky non ha voluto più rinnovare con la Lega di basket, che cercava più visibilità peraltro e ha così trovato l’accordo con Rai e La7, che si dividono i diritti dalla stagione 2012 e lo faranno pure nella prossima. Oltre alla Nazionale, che verrà trasmessa in parte anche da Sportitalia, ottimo canale in chiaro che si occupa sempre di sport(Sportitalia 1, Sportitalia 2, Sportitalia24) che trasmette anche la NBA(assieme a Sky) e l’Eurolega.
Così come la pallavolo, con la Rai che segue il Campionato di Serie A e la Nazionale maschile femminile e trasmette le competizioni internazionali.
Il nuoto è anch’esso esclusiva della Rai, in particolare Mondiali e Europei.
L’atletica è trasmessa da Rai ed Eurosport, sia la Diamond League che Mondiali e Europei.
La scherma è esclusiva Rai, soprattutto i Mondiali.
Lo sci è trasmesso dalla Rai e da Eurosport, compresi i Mondiali.
La vela è invece divisa tra Rai e Mediaset, con Louis Vuitton Cup e America’s Cup.
Il circuito internazionale e nazionale del golf è esclusiva Sky.
Infine, dopo anni passati con Rai e La7, Sky ha acquisito i diritti del rugby, Sei Nazioni e Mondiale inclusi pure.
Abbiamo parlato degli sport principali, ma il quadro è chiaro. La televisione in Europa è ormai in continua espansione, e l’introduzione del digitale terrestre può concorrere in parte con la tv digitale satellitare. La Rai è televisione di Stato e dipende molto la sua crisi sia dalla situazione economica che dalla presenza decennale della politica all’interno della sua dirigenza, che ha distrutto la competitività dell’azienda usata a piacimento dai governi di ogni estrazione politica che ha dimenticato che è un’azienda all’interno di un mercato importante come quello della televisione. Il digitale terrestre, che ha ampliato l’offerta della Rai a 3 canali generalisti e 12 tematici, può servire da rilancio necessario.
Mediaset, del gruppo Fininvest, ha vissuto gli anni d’oro della nascita della tv generalista lanciata da Silvio Berlusconi e ha formato la piattaforma pay di Mediaset Premium, e ha sfruttato politiche favorevoli all’espansione della tv generalista, ma la crisi ha diminuito gli introiti pubblicitari e peggiorato il bilancio, e la diminuzione di competitività dovuta a una concreta razionalizzazione dei costi è evidente, e di certo non fa bene a un mercato televisivo dove Mediaset ha rivestito un ruolo importante sempre.
La 7 del gruppo Telecom Italia, con scelte opportune ha aumentato i propri ascolti e ricavi negli ultimi anni, ma adesso la crisi sta spingendo Telecom a cercare nuovi acquirenti e adesso si preannuncia battaglia sull’acquisto dell’emittente.
Gli altri arrancano, ma c’è Sky Italia, che sfruttando la potenza economica del magnate Murdoch, che ha già conquistato il Regno Unito, sta provando in Germania e c’è quasi riuscito in Italia, ed è uscito anche indenne dallo scandalo del News of The World, giornale chiuso in Inghilterra per i suoi servizi oltre qualsiasi limite della privacy. Il mercato della televisione è come detto in continua espansione e chi ha possibilità di investire, come Sky, è legittimato a poterlo fare: ma se il potere d’acquisto diventa monopolio? In Italia ci sono agenzie di Stato che assicurano le leggi della concorrenza, che al momento sembrano essere spazzate via proprio da Sky, che ha intrapreso da tempo diverse battaglie legali in tribunale contro Mediaset, che accusa Sky di posizione dominante e viceversa. E chi perde in tutto questo sono proprio gli spettatori, che dovranno, in tempo di crisi, inseguire un’emittente che potrà di questo passo proporre qualsiasi cifra d’abbonamento se non viene contrastata la deriva del monopolio. Se solo il 15% degli italiani può permettersi l’abbonamento, con 5 Milioni di clienti Sky, a cui vanno aggiunti i quasi 3 di Mediaset Premium, un motivo c’è, gli sport popolari non possono diventare sport esclusivi.


Estremamente completo e competente, bravo Giuseppe
E’ un argomento che deve interessare l’opinione nazionale, grazie Gaetano!
Peppe il post è dettagliato edottimo ma dissento su un punto essenziale, l’incompetenza editoriale e gestionale ha condotto le tv pubbliche e private a doversi inginocchiare e cedere il passo, non Murdoch, non Belen, non io e manco Peter Pan.
La tv è un’impresa e lo sport è un ramo dell’”azienda televisione”, quindi se la rai è talmente mal ridotta da essere incapace di captare e massimizzare il potenziale dell’emittenza sportiva è normale che le private la sopravanzino.
Sti colossi mandano sport in pay per view è vero ma fanno lavorare migliaia di persone e garantiscono serivizi di qualità eccelsa rispetto alle derelitte tv generaliste.
Il problema non è il cosa sia giusto od ingiusto, se lo sport debba andare in chiaro o meno, il problema è capire che utilità ha una tv di stato che costa ai cittadini 120 euro l’anno e contnua ad essere in deficit e divorare anche introiti pubblicitari.
Vuoi arrabbiarti?Non è il caso, si privatizzi la rai e vedrai che Sky perderà molto del suo potenziale.
Non trovo nulla di strano in quel che succede, è già successo ai tempi di telepiù e stream, prima che i colossi alle spalle avessero una crisi che li costrinse a svendere a rupertino nostro.
E la stessa cosa accadde quando mediaset cominciò e iniziò ad ingaggiare, per trasmissioni a sola emittenza locale, tutti i migliori artisti che la Rai potesse avere.
L’incompetenza e lo squallore che hanno caratterizzato la Rai dagli anni settanta in poi sono ciò che ha portato ai risultati odierni e quindi non te la prendere…Non possiamo pagare?Le tv private lo sanno e piazzano offerte apposite proprio per captare anche le fasce deboli e chi lì non arriva guarda ciò che vuole on line in streaming.
Questa Rai è il passato e le private generaliste stanno agonizzando nella piena consapevolezza di chi le dirige per cui poca indignazione, la tv è impresa e sul mercato gli squali attaccano la balena morente per mangiarne le carni, c’è poco da dire…
L’Articolo lascia aperta qualsiasi tipo di discussione, e ho detto che la Rai ha perso terreno anche perché la politica la usa come strumento elettorale e non come azienda televisiva, e sono d’accordo sulla privatizzazione. Non mi permetterei mai di discutere chi lavora dentro Sky o qualsiasi altra televisione, ma i dirigenti miliardari dei grandi network che hanno condizionato(Mediaset) o condizionano(Sky) senza controllo il mercato italiano.
Ottimo articolo! Bravo Peppe: bella panoramica su un problema che, se non ci fosse questa stramaledetta crisi, terrebbe banco eccome!
Però mi devo associare a quanto dice Guglielmo. Le aziende televisive italiane devono recitare il mea culpa perchè SKY non ha raggiunto questi traguardi e questo potere tutto in un colpo ma ha lavorato, e bene, per parecchi anni garantendosi le eccellenze nel campo del giornalismo e del commento sportivo. La RAI propone costantemente un reparto di giornalisti sportivi obsoleti (a parte la Formula Uno e qualche altro sport poco trattato) con commenti tecnici fatti da dinosauri come Collovati, D’Amico e Nela: con tutto il rispetto per questi signori credo che il calcio oggi sia diverso da come lo intendono loro.
RAI e MEDIASET hanno fallito sia per quanto riguarda la qualità che per la quantità del servizio offerto e meritano di essere parcheggiate definitivamente. Se ce la dobbiamo ‘prendere con qualcuno io indirizzerei il dito contro Berlusconi che con l’assurda cazzata del digitale terrestre ci ha fatto appioppare una salatissima multa dall’Unione Europea per poi lanciare la sua piattaforma a pagamento per contrastare (inutilmente) SKY.