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Il professor Monti e la setta dei Monotoni

…la nuova setta dei monotoni (chiamati anche anulari) affermava che la storia è un circolo e che nulla esiste che non sia già stato e che non sarà nuovamente. Sulle montagne, la Ruota e il Serpente avevano sostituito la Croce. Tutti temevano, ma li confortava la voce che Giovanni di Pannonia, che s’era distinto con un trattato sul settimo attributo di Dio, avrebbe impugnato una così abominevole eresia.

Anche noi, elettorato attivo temporaneamente disattivato, temevamo per le nostre sorti. L’arrivo provvidenziale del professor Monti era auspicabile e avvantaggiabile – senza se e senza ma, direbbe ancora qualcuno (?) – e le sue ultime dichiarazioni assumono il tono ieratico della parola incarnata. Non sto certo sproloquiando, tutt’altro, parlo (o scrivo, forse è meglio) colto dall’esaltazione mistica tipica di questi momenti:

“I giovani si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. E’ bello cambiare e accettare le sfide.”

Era questo che attendevo – sempre da elettore attivo disattivo – per poter rassicurare i miei primi fraintendimenti. Se tutto sommato ero propenso nell’appoggiare idealmente una piccola compressione della democrazia, perché si potesse decidere in fretta sul tanto che c’era da recuperare di un passato torbido, adesso mi sento ancor più sereno. No, non si trattava di una sorta di dictator alla latina – come pensavo appunto in principio – ma bensì di un Teologo.

Un nuovo Padre Cristoforo, per restare sul tema “provvidenziale”, Cristoforo nel senso etimologico latino del nome: “Portatore dell’Unto”.

Un sapiente che si è distinto con ben più di un trattato sulla veracità divina (per forza di cose deve trattarsi di uno tra gli attributi comunicabili, essendo gli incomunicabili solo quattro), avendo comunicato a noi mortali la veridicità (che è cosa più alta della veracità) dell’economia monetaria e dei suoi problemi (1969), Gli obiettivi delle banche, i tassi di interesse e la politica monetaria (’70, i rockin’ seventies, yeah!), il lungimirante L’Italia e la Repubblica federale di Germania in cammino verso l’unione economica e monetaria europea del 1989 e tanto altro.

E dunque adesso bisogna abbattere gli eresiarchi di quella setta che ancora oggi pretende un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il perseguimento satanico di uno status quo, di una stabilità sociale-economica senz’altro deleteria dinanzi ad una prospettata escatologia finale del divin liberissimo mercato.

E chi sono questi settari leaders che mirano ad adombrare la materia di fede promossa dai santi, pii, neocapitalisti e finanzieri?

Questa sarà l’operazione più difficile, scovarli!

Bisognerà cercare tra gli sfigati

Già, sono loro, che si laureano tardi e pretendono pure il posto fisso. Mi sentirei di consigliare al Professor Monti di andare a sondare il terreno tra le fila di poltroncine di cinema delle università siciliane. É lì che il savio ed illuminato professore universitario combatte ogni giorno, si sente in dovere di bloccare anzitempo l’ingresso nel mondo lavorativo di queste vere e proprie mine vaganti. Certo la cosa non è facile, ma le commissioni d’esami coraggiosamente interpongono cavilli e indecisioni tali da prolungare la stanziale presenza dei già menzionati sfigati

Non basta, non basta!

Tuttavia sono certo che questa volta il Governo ed i magnifici cattedratici non saranno da soli nella loro virtuosa lotta. Da tempo infatti si accenna ad una vicinanza vaticana, rispetto i piani e le figure governative di questi giorni.

“La chiesa, a quanto risulta dalle testimonianze raccolte in loco, è una potenza laica e mondana, tesa al dominio terreno, all’acquisto di aree fabbricabili, alle leve del governo politico, mentre l’Industria è una potenza spirituale tesa al dominio delle anime, alla diffusione di una coscienza mistica e di una disposizione ascetica.”

Questo almeno ne vien fuori da alcune relazioni pubblicate dallo staff del prof. Korao Paliau dell’ Admiralty islands Anthropological Institute.

Solo i veterocomunisti, di fatto, stanno protestando in queste ore, promuovendo ancora una volta un modello esistenziale basato sulla obsoleta stabilità familiare. Alcuni di essi si lasciano andare in dichiarazioni del tipo:

«Il problema demografico italiano, l’assoluto arretramento della forma-matrimonio tra i possibili tipi di convivenza  di coppia, sono tutte cose fortemente collegate all’insicurezza connaturata alla nostra società. La mancanza di una sicurezza lavorativa e l’avanzare del precariato influiranno negativamente nel futuro più e meno prossimo. Nessuno vorrà prendersi la responsabilità di costituire un nuovo nucleo familiare…», ovviamente sto parafrasando tra gli estrapolati più dissennati.

È devastante l’arretratezza di pensiero di questo paese ancora imbrigliato nelle maglie sociali di un marxismo ormai altrove sconfitto.

Sua Santità il Pontefice stesso, in un messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 3 settembre scorso, ebbe modo di scagliare il suo anatema avverso le insulse istanze di sicurezza nel lavoro (per non parlare della “casa”, intesa quale richiesta di un tetto sopra le teste. Che imbecilli questi giovani! Non comprendono i pericoli di un tetto che incombe come una spada di Damocle sul capo di ogni fedele soggetto ai capricci sismici del dio ebraico):

”Certamente, ricordando la mia giovinezza so che stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì, la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande. Se penso ai miei anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalità della vita borghese. Volevamo – prosegue Ratzinger – ciò che e’ grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastità e bellezza”.

Bisogna estirpare queste eretiche posizioni monotone, allora. Ascoltate il papa e convertitevi: non perdetevi nella normalità della vita borghese…cercate il “nuovo”.

Convertitevi, cari sfigati!

Come coloro i quali si convertirono al cristianesimo, nella Spagna della controriforma. Proprio quei convertiti, ormai rinsaviti, diedero vita a quel glorioso sistema dell’inquisizione che tanto lustro ha dato all’umanità tutta. E sono più che convinto che già qualche sfigato è pronto a passare dall’altra parte.

L’esempio nobile è luminoso in tal senso lo dobbiamo alle recentissime bolle sottosegretariali dell’illustre figlio di altro illustrissimo personaggio noto sotto la forma battesimale di Antonio Martone. Sto parlando di Michel Martone, un essere soprannaturale che ha perso persino una “e”, a causa dei lunghi pomeriggi di studio trascorsi nell’intento di laurearsi prima dello scoccare fatidico dei 28 anni. E soprattutto prima di rendersi conto che tanto c’era papà…

Un raccomandato? Embè, che fa? L’importante è che si sia convertito, come dicevo prima.

Ora occorrono altre magniloquenti dimostrazioni e solenni esempi edificanti! Il popolo – elettore attivo in disuso – deve capire che è tutto per il suo bene…anche l’insicurezza contingente stessa. È chiaro che quando l’insicurezza da occasionale diverrà strutturale ed endemica ci saremo tutti abituati ad essa e non ci saranno più disagi provocati da riferimenti al passato e da nefaste ambizioni di contratti a tempo indeterminato.

L’exemplum di cui abbiamo bisogno?

Orbene, invito qui stesso il professor Monti a dimostrare con i fatti – e non dubito che lo farà immantinente – quanto da lui espresso precedentemente. Spezzi la monotonia del suo vivere da professore universitario, da Commissario Europeo, da economista e infine da politico, tutte occupazioni che in sostanza sono accomunate da un piglio sedereccio e poltroniero in fondo.

Venga ad aiutare i nostri fratelli tunisini (ma anche i molti isolani), che qui nelle serre probabilmente l’attendono con trepidante afflato. Venga, professor Monti, venga a raccoglier pomodori, ortaggi, primizie del nostro ormai sbandato settore primario.

Provi qualcosa di nuovo e non si abbandoni alla noia schopenahueriana di questo monotono e oscillante vivere tra l’ambizione ad un contratto a tempo indeterminato ed il dubbio sulla sicurezza del proprio denaro all’interno di un imposto conto corrente bancario.

Gaetano Celestre

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19 Responses to Il professor Monti e la setta dei Monotoni

  1. Michele Paolino 3 febbraio 2012 at 09:28 #

    Tutta questa faccenda purtroppo conferma una teoria che sto formulando da giorni, quella che sostiene, con relative ipotesi di conferma, che in Italia siamo propensi, e proprio tanto, a cedere al gusto della citazione dotta e del commento sagace, della grande frase d’effetto che dimostri tutta la nostra cultura ed il nostro pensiero.
    Peccato che se alle parole non subentrano i fatti possiamo anche fare concorrenza ad Aristotele ma senza cavare un maledetto ragno dal buco.
    Detto questo devo dire che l’uscita di Monti può essere interpretata da angolazioni diverse.
    L’idea del premier in pectore, secondo me, era quella di sostenere che i giovani potessero avere la possibilità di esprimere tutte le loro qualità cambiando lavoro agevolmente senza rischiare di rimanere disoccupati: questa visione però mette in chiaro due immani problemi italiani, i criteri di ricerca della aziende, sempre più selettivi e la difficoltà a trovare lavoro per la prima volta, figurarsi poi cambiare lavoro!
    La seconda angolazione da cui possiamo guardare la cosa è quella del papà di famiglia. Ebbene al pater familias, ed anche alla mater, cosa gliene frega di esprimere le proprie capacità cambiando lavoro quando deve mantenere la sua prole? Magari la giovane coppia senza figli è disposta a sacrificare le vacanze alle Hawaii per trovare un lavoro più gratificante a migliori condizioni ma la coppia con figli non potrà mai privarsi delle possibilità di crescere e mandare a scuola i propri ragazzini.
    Quindi torniamo al punto di partenza: una frase bella, intelligente, d’effetto ma applicabile solo ad una porzione della popolazione.

  2. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 10:39 #

    caro Michele, il tuo attacco lo sento un po’ anche nei miei confronti…ed è giusto che sia così, probabilmente. Sì, è proprio vero, le mie citazioni, dotte o meno che siano ( e dubito sulla loro dottrina intrinseca), servono ben a poco. Ma di sicuro non sono state poste lì per fare effetto e provocare stupore nel lettore. Mostrare la mia cultura poi mi sembra una finalizzazione futile, assodata anche la capacità (striminzita) del contenitore mnemonico. Era uno sfogo il mio… Sfogo di uno che non troverà facilmente un lavoro, sia esso a tempo indeterminato che determinatissimo. E sai, caro Michele, in fondo sono anche d’accordo con il prof. Monti. Il problema è che non riesco a sopportare la contraddizione della sua dichiarazione rispetto i dettami di una società che si dice fondata sulla famiglia. E allora se le cose stanno veramente cambiando, mi chiedo, quando i cambiamenti saranno davvero vantaggiosi e sostanziali? Il mio sfogo, tu dici, non serve a nulla…e ne sono certo anch’io, fidati! e ti rassicuro, non sono uno di quelli che si difende dicendo “che altro potrei fare?”… Allora? Allora le mie parole sono poco più sopra, chi vuol capire capisca…altrimenti continuerò lo stesso ad andare a mare…

  3. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 11:09 #

    Dal greco parō(i)día, ove parà vuol dire “presso” e oidé “canto”. Cioè un “canto nei pressi dell’originale”. Eco dice che “una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie – e tale è la funzione seria della parodia.” …
    “non avrei altro da dire se non che, entrando il libro in una collana popolare di vasta diffusione, potrebbe cadere nelle mani di chi non è capace di riconoscere a prima vista i modelli a cui le parodie si ispirano. Ora non è certo bello fare dell’ironia e poi spiegare a tutti che si voleva dire il contrario…”

  4. Michele Paolino 3 febbraio 2012 at 11:45 #

    Veramente la mia critica sulle citazioni si rivolgeva alla classe politica e non a te, o a noi del blog in generale.
    Noi non siamo (ancora) giornalisti quindi possiamo citare quanto e come vogliamo, non parliamo alla nazione e non siamo a capo di organizzazioni nazionali quindi le nostre parole per quanto belle e profonde possano essere raggiungono solo una parte della gente che frequenta internet, e ancora meno della totalità degli italiani.
    Il mio voleva essere solo un’aggiunta al tuo buon articolo e la tesi finale di un discorso che facevo ieri sera a casa mia e ripeto: non era un attacco nei tuo confronti…forse mi sono spiegato male

  5. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 11:53 #

    Ma no, sono io che me la sono “sentita”… ed io stesso mi sono spiegato! Credo invece che questi commenti siano stati molto utili al fine di chiarire alcune posizioni e fugare i dubbi di quanti non vogliono ancora iniziare a pesare le “parole” che si ascoltano in giro o si leggono da qualche parte (persino tra i deodoranti e i bagnoschiuma del bagno di casa propria, passatempo ed interstizio, ma mai tempo-morto, di una quotidianità essenziale). Dunque grazie Mick!

  6. Michele Paolino 3 febbraio 2012 at 12:51 #

    Visto che te la sei sentita potresti anche suonartela, come si dice dalle nostre parti….ahahaha!

  7. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 12:57 #

    :-) E infatti sunai, cchiè no? :-)

  8. Salvo Dentice 3 febbraio 2012 at 13:12 #

    Mah, siete dei criticoni e basta! Una volta tanto che qualcuno ci vuol tirare fuori dalla solita routine…

  9. Ire 3 febbraio 2012 at 16:35 #

    Certo che il Governo sembra che si eserciti a fare la cosa peggiore. Piuttosto che fare un passo avanti, ne fa dieci indietro..

  10. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 17:05 #

    E mi sa che non abbiamo visto ancora niente:
    http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/monti-esagerato-usare-lo-spread-come-arma-contro-berlusconi/87319/85712

  11. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 17:07 #

    Intendiamoci, non è che non sia d’accordo con quest’ultima paraculista dichiarazione sullo spread (accertato che comunque belluscone bisognava mandarlo via lo stesso)…è che la vedo per l’appunto come una dichiarazione un tantinello troppo da…da…da paraculo!

  12. Guglielmo Emmolo 3 febbraio 2012 at 17:16 #

    Credo che il merito del tuo articolo non sia solo quello di mettere in luce le contraddizioni e l’ipocrisia implicite nella retorica del potere, ma soprattutto l’usarle come pretesto per un discorso che va oltre. Mi stupisce, ma neanche troppo, l’affinità tra le tue parole e quelle di Lyotrd, in un saggio sul cinema che sto studiando proprio in questi giorni. Credo che spieghino molto di quello a cui alludi: come il nuovo di cui parlano i potenti sia solo illusione. Ne riporto alcuni passi particolarmente significativi ma ti consiglio di leggerlo per intero. Lo puoi trovare a questo link:
    http://quellochebasta.wordpress.com/articoli/saggi/jean-francois-lyotard-%E2%80%9Cl%E2%80%99acinema%E2%80%9D/

  13. Gaetano Celestre 3 febbraio 2012 at 17:24 #

    Grazie Guglielmo! Non esiste “nuovo” di questi signori che non sia già stato “vecchio”. Leggerò con molta attenzione.

  14. Causarano88Ibla 3 febbraio 2012 at 22:37 #

    Bravo Gaetano hai fatto bene a scrivere questo pezzo.Il Governo Monti in tre mesi ha già detto col suo Premier che il Posto Fisso è monotono,con un suo Ministro in lacrime che toccava le Pensioni in una Manovra che con le Pensioni non c’entra niente e con un suo Sottosegretario che chi non prende la Laurea a 28 anni non è alla Moda,diciamo così.Se volevano già battere il Governo Berlusconi per gaffe fatte sono vicini,ma se vogliono essere apprezzati per avere fatto un qualcosa di importante per l’Italia in un momento di Crisi Economica mai accaduto prima nella Storia della Repubblica,e non perché sono solo dei Banchieri irriguardosi nei confronti di tutti,che comincino a Lavorare.

  15. Gaetano Celestre 4 febbraio 2012 at 12:03 #

    Giuseppe, meglio che mi sto zitto…o rischio di rompere quel Vaso di Pandora dei miei pensieri che ho cercato di preservare fino ad ora, quasi due anni di semi-mutismo (nei miei articoli) in merito ad argomenti politici…

  16. John Money 4 febbraio 2012 at 12:12 #

    Alla provocazione rispondiamo con altrettanta provocazione.
    Lo spirito è quello giusto. E aspettiamoci ancora altro perché adesso ci saranno le grandi arrampicate sugli specchi per correggere il tiro della stronzata detta. E noi siamo qui ad aspettarli, mentre arrancano nel loro (finto?) imbarazzo. Grande, Gaetano. Senza pietà. :D

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