Firenze (14/12/2011): la forma della follia

 

Il mondo sta perdendo il lume della ragione? Probabilmente lo ha già perso da un po’ di tempo?

Dior Mor e Smb Modou, due cittadini senegalesi, uccisi senza alcun motivo a Firenze. Questi e gli altri tre feriti sono le vittime di un razzismo covato a lungo da tale Gianluca Casseri. Militante di estrema destra! Oppure semplicemente un pazzo furioso?

Poi il sindaco decide di proclamare il lutto cittadino. Conseguenza ovvia, direi. Anche troppo!

Ma, se invece di pensare alle conseguenze, si decidesse di agire sulle cause di gesti così estremi? Il mondo comincerebbe a recuperare quella Ragione di cui tanto necessita?

Che questa sia stata la follia di un esaltato neofascista, oppure il frutto di un’ideologia malata che odia il diverso solo perchè non appartenenente alla propria razza, poco importa. Quel che conta è che la morte di due uomini e il ferimento di altri tre hanno come base la difficoltà di accettare e accogliere l’altro e di capire che in ogni cultura si nasconde una ricchezza.

Così, ancora una volta mi viene da pensare al racconto di Borges recensito su questo blog recentemente.

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    8 pensieri su “Firenze (14/12/2011): la forma della follia

    1. Mi viene da dire che al peggio non c’è mai fine, peccato che spesso il “peggio” è tutto opera nostra, che desolante e pauroso spettacolo sa offrire l’uomo incapace di ascoltare, di non giudicare, di riconoscere anche solo semplicemente come vera quella frase che faceva sua Einstein: “conosco una sola razza, quella umana”.
      Il macabro risultato della follia umana è tutto lì, tra una strage razzista a Firenze (città tra le più tolleranti e multietniche al mondo) ed il criminale gesto di uno scelllerato in Belgio, che sale su un pazazzo ed inizia a lanciare granate sulla ingnara folla sottostante.

    2. che poi, parlando di libri recensiti qui recentemente mi torna in testa Asimov che dice “la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” , frase che per me è divenuta quasi un mantra ma che dovrebbe esserlo per tutti noi.

    3. Quello che penso io è che fino a qualche anno fa queste cose accadevano solo negli USA o, al limite, nei film americani…adesso li stiamo vivendo sulla nostra pelle: frutto della globalizzazione, ennesimo esempio della stupidità e della cattiveria umana o entrambe?

    4. diciamo che è il risvolto della medaglia che porta con se la società globale-globalizzata, cioè una sempre più rapida e difficilmente controllabile discesa verso l’incuria,l’iinsensibilità ed in buona sostanza l’ignoranza. Se ci sono voluti due conflitti mondiali e quarantanni di ricostruzione per portarci ad essere una tra le nazioni più tolleranti e sensibili in assoluto, è bastato un ventennio di ignoranza al potere ed alle comunicazioni (web-tv-carta stampata non fa differenza) per ricondurci nel più nero oscurantismo, iinsomma la generazione arrembante degli anni ottanta ha finito col tessere la vpochezza di quella dei novanta e garantire la pochezza di quella nostra.
      Mi spiace ma il razzismo è figlio della superficialità di ognuno di noi, anche di chi come me o te si indigna, che pensa all’orticello di casa propria ed anche se guarda fuori e riflette un pò, troppo spesso finisce col girarsi dall’altro lato e non dar una mano a migliorare.

    5. credo che ci sia una forte connessione tra quella che è la sempre più incalzante crisi dell’occidente e questi tragici eventi…viviamo in un momento di forte crisi per gli imperi capitalistici(Europa e USA), sia dal punto di vista economico che sociale, e in questa situazione assistiamo ad un ritorno capillare di ideologie e atteggiamenti che erano propri del secolo scorso…la perdita delle certezze e l’instabilità politico-economico-sociale degli Stati “civili” impongono la ricerca di un capro espiatorio, di un nemico “pubblico” su cui riversare le colpe…e il pensiero che una mentalità di questo tipo sia molte volte sponsorizzata proprio da chi ci governa mi fa rabbrividire…
      non credo che il problema stia tanto nel non accettare la diversità culturale e razziale(magari fosse solo questo), quanto nel riconoscere in tali persone, gli extracomunitari, la causa della deriva del nostro paese(come chi crede che tolgano posti di lavoro alla gente)…
      Come diceva T. Hobs, “homo homini lupus”……..
      Il discorso è talmente ampio e complicato che ovviamente lo spazio di un blog non può esaurire, ma ci tenevo a sottolineare questo aspetto…

    6. Jack, credo siano tutti aspetti, quelli sottolineati, di un prisma a mille facce che è la crisi sociale e della cultura occidentale, l’aspetto economico grava solo in via molto superficiale in tal senso credo, piuttosto è proprio una crisi d’identità culturale e umana quella che sta corrodendo l’occidiente e che già travolge come una scossa tellurica devastante anche l’Islam anche se proprio in senso opposto , lì cioè si va verso uno strappo nei confronti dei totalitarismi ed una ricerca di libertà seppur paradossalmente appoggiata da fazioni religiose – estremiste che mirano al potere, mentre qui c’è crisi religiosa (e non offenderti se sono esplicito ma Dio esiste ma le religioni, che sono fatte dagli uomini, sono in effetti una cancrena millenaria), crisi di ideali (venuti meno con una globalizzazione che rende difficile identificare la propria cultura e retaggio storico anche solo per imparare da essi e migliorare) crisi sociale (ognuno pensa a se, c’è totale menefreghismo, più che orticello oggi si può dire che ognuno pensa a pontificare ed assumere verità infuse dal proprio pc o dalla propria tv e non spreca tempo a riflette e vivere) . C’è tutto questo ed anche di più e se è vero che un blog non basta ad analizzare e risolvere il problema, forse uno-dieci-cento-mille blog sono strumento per riproporlo seriamente e con forza sto problema e vista la forza devastante e diretta della comunicazione via web, potrebbe essere ora vivaddio di trovar pure spunti di riflessione e soluzioni invece di semplici lamentele e proteste (non è il tuo caso ovviamente) fine a se stesse.

    7. Una volta in un libro, di cui non ricordo il titolo e l’autore, lessi che il Medioevo è come una gomma da masticare gettata in terra: cerchi di evitarle ma se si attacca alla scarpa te la porterai dietro per molto tempo.
      Solo in Europa, e in minima parte in Giappone e Cina, c’è stato il medioevo e solo in Europa si è coniato il termine razzismo…mi chiedo se davvero nel 1400 era il nostro continente quello più culturalmente avanzato…o forse lo erano i popoli dell’Africa e dell’America che il colonialismo ha reso schiavi creando le discriminazioni razziali che ancora oggi sono il maggio male della nostra società…..Conrad santo subito!

    8. Purtroppo il razzismo ha radici che affondano nell’ignoranza.
      La crisi (che sia socilae, economica o di identità) può spingere gli individui verso sentimenti di rabbia e rancore che poi sfociano non solo in atti di odio e repressione nei confronti degli extracomunitari, ma anche in atteggiamenti estremi, come atti autolesionistici, suicidi, violenze di ogni genere.
      Questo è il risultato della perdita di veri valori.
      Credo anche che il razzismo si accompagni inevitabilmente alla paura dell’ignoto. Il colore della pelle, il professare un’altra religione e altri aspetti, fanno apparire quell’ essere umano “diverso”, quindi sconosciuto e persona dalla quale diffidare.
      E’ difficile mettersi nei panni di questi immigrati, uomini e donne che si trovano in un paese nuovo, lontani dagli affetti e per di più tenuti a distanza e trattati come se avessero la peggior malattia. L’indifferenza caratterizza il modo di “rapportarsi” con loro. In questo contesto, o si ribellano, cercando un modo per farsi sentire, o non posson far altro che stare rassegnati ai margini di una società che non sa (per ignoranza) e non vuole accettarli.
      Vita non degna di questo nome

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