L’Italia di Cesare Prandelli non sbaglia all’esordio a Gdansk e resiste alle “furie rosse” rischiando addirittura di fare bottino pieno, finisce 1-1, risultato che non deve rendere felici ma infondo rispecchia l’andamento della gara.
Gli azzurri cominciano subito forte e nei primi venti minuti di gioco, grazie ad un pressing asfissiante e ad un Maggio martellante sulla destra, costringono i “campioni di tutto” a rincorrere il pallone, finendo anche col creare qualche grattacapo a Casillas.
Appena gli azzurri abbassano un minimo il ritmo la Spagna prende le redini a centrocampo ma il perfetto posizionamento tattico degli uomini di Parandelli ed il gran lavoro di Motta e Marchisio, in fase di interdizione, costringono gli uomini di Del Bosque a giocare in orizzontale ed infatti gli spagnoli si rendono davvero pericolosi solo su errori di passaggio azzurri cui rimedia un De Rossi in versione libero che sfodera una prestazione “monstre”, senza mai sbagliare nulla.
Se il giallorosso comanda la difesa da leader navigato, a centrocampo Pirlo alterna giocate meravigliose a palloni troppo corti o corner sbagliati e mentre Cassano si “sbatte” come un matto e crea diverse difficoltà all’inutile Arbeloa, Balotelli è sempre in ritardo sul pallone e finisce prima col farsi ammonire per proteste stupidissime e poi per farsi ipnotizzare da Casillas su un pallone recuperato finalmente pressando la superficiale retroguardi iberica, Casillas che risulta decisivo su incursione e stupendo colpo di testa in torsione di Motta, che poteva valere l’1-0, come la punizione di Pirlo neutralizzata ancora dal capitano spagnolo.
Nella ripresa, tra una minchiata e l’altra dette dai commentatori Rai – dimostratisi tra i peggiori della storia dello sport (vedi il chiamare lo stile spagnolo “tiki taka” invece di “tiqui toque” o il criticare la sostituzione al 55.mo di Balotelli per Di Natale, salvo poi veder segnare Totò dopo due minuti) – gli azzurri ricominciano a macinare gioco ed affrontare a viso aperto gli spagnoli, opponendo al fastidioso fraseggio continuo spagnolo, pressing e ripartenze veloci.
E proprio da un pallone recuperato e da un perfetto lancio di Pirlo, Totò Di Natale si inserisce ta i centrali della “roja” e va alla conclusione scavalcando l’accorrente Casillas, l’Italia passa meritatamente in vantaggio.
Passa pochissimo ed il pessimo Giaccherini non chiude la diagonale difensiva su ripartenza spagnola, facendosi trovare troppo distante da de rossi sul filtrante di Silva e Fabregas, solo davanti a Buffon non sbaglia.
La Spagna, riacciuffato immediatamente il pari, sostituisce Silva con Jesus Navas che umilia a più riprese sulla fascia Giaccherini garantendo occasioni a ripetizione agli avversari, il tutto mentre Prandelli sostiusce anche Cassano (oramai sfinito) per Giovinco e Del Bosque piazza dentro Torres al posto dell’ottimo Fabregas.
Torres attacca gli spazi lasciati dagli spompati azzurri, puntando ora il lento ed ammonito Bonucci, ora cercando l’incursione tra Chiellini e l’inutile Giaccherini fino a procurarsi tre occasioni nitide, ma venendo stoppato prima da un Buffon stile Maldini dei bei tempi, poi da un provvidenziale (ancorchè tardivo e unico in tutto il match) diagonale dello stesso Giaccherini , fino al macroscopico errore in pallonetto su Buffon , reso possibile dall’ennesima incomprensione in chiusura tra Chiellini ed il “piccolo” compagno di squadra piazzato a sinistra.
C’è ancora il tempo per una bellissima incursione di Marchisio in area iberica, con annessa superba serpentina, ma conclusa debolmente dallo stanchissimo centrocampista della Juve e della Nazionale, poi arriva il fischio finale e il buon Kassai manda tutti negli spogliatoi.
Finisce 1-1 e il risultato è giusto ma non c’è da essere felici, perchè le uscite sregolate e l’abulia di Balotelli e le distrazioni di Giaccherini potevano costare carissime ad un’Italia umile e ordinata, ma anche dal gran carattere e maturità; ultima nota negativa i cartellini gialli dello stesso Balotelli, di Maggio, ma ancora peggio di Chiellini e Bonucci, questi ultimi unici centrali difensivi di ruolo rimasti, vista la situazione precaria di Barzagli.
Si tratta di ammonizioni pesanti e rischiose in chiave qualificazione ma inutile lagnarsi più di tanto, l’Italia ha dimostrato di esserci, anche e sopratutto alla faccia degli scettici e dei commentatori della tv di Stato, che hanno provato in tutti i modi a portare sfiga ed a far cambiare canale ai tifosi con le loro castronerie ( qualcuno spieghi a sti tizai che non esiste l’intercettamento ma si dice intercettazione e cosa diamine vuole dire “pallone scoperto”?!?!?!?!?!?!).
Prossimo impegno azzurro per il Gruppo C a Poznan, di nuovo alle ore 18.00, contro la ruvida Croazia che stasera affronterà l’Irlanda del “Trap”, partita che verrà commentata dal grandissimo ed onnipresente Giuseppe Causarano, quindi occhi puntati su Post Scriptum, la stagione estiva sportiva è tutta qui a vostra disposizione, a partire dalla superbike già disponibile e dal Gp del Canada che vi sono offerti dal mitico Bandit, so stay with us!!!!!!



Grazie Guglielmo come sempre!Si in effetti il pareggio è giusto, perché aver fatto pressing alto e non aver permesso alla Spagna le sue giocate in area avversaria ha premiato, come a mio avviso un’ottimo Buffon, un super De Rossi, un grande Chiellini e il buon lavoro dei tre a centrocampo, con un Maggio in forma e con l’ingresso di Di Natale che ha regalato il vantaggio. Da rivedere Balotelli e Cassano, mentre Giaccherini non ha convinto, si è impegnato ma ha anche ricordato che non ha fase difensiva e costretto agli straordinari gli altri. Il carattere l’Italia l’ha messo, siamo fiduciosi per questo bellissimo Europeo.