Barcellona – Milan: la Notte delle stelle

Thiago Emiliano da Silva (classe 1984) esulta dopo il gol che regala un insperato pareggio al Milan al Camp Nou

Ieri sera il mitico Camp Nou, uno degli stadi più suggestivi del mondo, era gremito in ogni ordine di posto ed il meraviglioso tifo blaugrana è stato cornice perfetta per una parata di stelle ed uno scontro tra filosofie di gioco.

Il Barcellona pluri campione, che negli ultimi tre anni ha ceduto il passo solo in due occasioni prima di un titolo (battuto in semi-finale di Champions dall’Inter di Mourinho nel 2010 e Reàl Madrid in finale di Coppa del Re nel 2011 ancora guidato dal portoghese) ed il Milan, club più titolato al mondo, campione d’Italia in carica e rinato sotto la guida del sacchiano Massimiliano Allegri.

Il Barcellona di Messi,Xavi,Iniesta,Villa,Fabregas etc.. ma sopratutto di Guardiola dispensa lezioni di bel calcio ovunque vada, fa del possesso palla e degli inserimenti improvvisi ed organici il suo marchio di fabbrica ma vince anche grazie alla capacità di corsa e di ripiegamento anche delle punte in fase difensiva, è squadra di fuoriclasse umili e dalla mentalità unica, tutta spirito di sacrificio e determinazione,insomma il Barcellona è il calcio moderno.

Il Milan invece va controcorrente, in un periodo in cui tutte le grandi del mondo tentano di imitare lo stile Barcellona, la squadra di Allegri segue una strada diversa, trova una sua identità nuova nel dinamismo e nell’ordine tattico; i rossoneri hanno un sistema di gioco imperniato in primo luogo su una difesa tatticamente ordinata e supportata da un centrocampo tutto corsa e forza fisica che aiuta a raddoppiare sull’avversario e favorisce ripartenze rapide,precise e letali.

Allegri ha inculcato ai suoi i dogmi Sacchiani e Capelliani che hanno fatto la fortuna del Milan dei tre olandesi insomma, “se non prendi gol di sicuro non perdi” ma sopratutto ha ricordato al calcio italiano che non è importante dominare in lungo ed in largo il campo con il possesso palla od una tecnica eccelsa -come fece il MIlan di Ancellotti e nonostante comunque il tasso tecnico dei meneghini sia tutt’altro che basso- bastano tre passaggi rapidi e precisi dopo aver recuperato la palla, una verticalizzazione calibrata e gli attaccanti vanno in porta comunque.

La partita di ieri sera è sta il perfetto esempio di queste opposte visioni del calcio moderno, il 69% di possesso palla in favore del Barça alla fine dell’incontro ne è chiara testimonianza e letto da solo lascerebbe pensare ad un’altra goleada dell’armata guidata dalla “pulce” Messi ma non è così, il risultato finale è stato comunque un 2 – 2 che ha regalato divertimento ed emozioni ma che alla fine ha premiato più i rossoneri che gli spagnoli.

Incredibile quel che accade nei primi venti minuti di gioco però, pronti-via subito dopo il fischio iniziale il milan confeziona tre passaggi in orizzontale e lancia pato tra i due centrali difesivi spagnoli, il papero controlla, tocca lungo tra i due e li brucia con uno scatto davvero pauroso impossibile da prevedere o contenere, il brasiliano si presenta davanti a Valdes e lo fulmina con un tunnel preciso e letale, il Barcellona è sotto.

Alla ripresa del gioco il Milan inizia un pressing asfissiante recuperando diversi palloni ed avendo altre occasioni ma non concretizza e questo alla lunga contro la squadra di Guardiola si paga, i catalani salgono di tono, prendono il controllo della partita ed il Milan non uscirà più dalla sua metà campo per il resto della partita salvo qualche sporadica sortita.

É un piacere per gli occhi ammirare la classe e l’eleganza con cui Xavi accarezza il pallone, la diligenza con cui Iniesta – fino al momento dell’infortunio e della sostituzione con un ordinato Fabregas- si inserisce negli spazi e da equilibrio alla fase offensiva dei suoi consentendo maggiore libertà ai vari Messi,Pedro e Villa e quei tre lì davanti sono un esempio perfetto di cosa sia il gioco di squadra per un attaccante, si scambiano continuamente di posizione, quando hanno palla guardano continuamente il posizionamento dei compagni e se partono in azione solitaria cercano sempre il passaggio al compagno, come fa Messi al trentaseiesimo, quando irride tutta la difesa rossonera partendo dalla sinistra e mette al centro per Pedro, dimenticato da un disattento Zambrotta (unico errore della sua partita), che insacca facilmente.

Il monologo blaugrana prosegue anche per tutti i 45 minuti successivi, il Milan difende con ordine, cerca di pressare e raddoppiare ai limiti della sua area ed anche se le occasioni sui piedi di Messi e compagnia non mancano, il Barcellona passa a condurre solo grazie ad una perfetta punizione del Guaje David Villa che trafigge un ottimo ed incolpevole Abbiati.

Dopo la classica girandola di cambi, la partita ristagna finchè all’ultimo giro d’orologio i rossoneri conquistano un calcio d’angolo insperato, Seedorf lo batte con consueta forza e precisione e Thiago Silva riesce ad anticipare i due centrali del Barça regalando un pareggio che vale oro ai tifosi ed ad un Galliani sull’orlo dell’infarto.

Si potrebbe discutere ore sul fatto che il Milan non abbia meritato o che il Barcellona abbia dominato, ma sarebbe un errore, ieri sera si sono confrontate due diverse visioni del calcio, due mentalità ugualmente vincenti seppure legate a concetti di gioco diversi ed il pareggio ha dimostrato quanto entrambe possano essere ugualmente fruttuose.

Gli applausi del pubblico, soddisfatto dallo spettacolo dimostrano quanto bella sia stata la partita e che i tifosi ne abbiano reso giusto merito alle due squadre.

PAGELLE

Messi 7 : è lui il faro dell’attacco blaugrana,il primo gol è praticamente suo e tutte le occasioni più pericolose passano per i suoi piedi, solo un Nesta formato 2003 riesce an contenerlo ed evitare il peggio.

Villa 6: evanescente per quasi tutta la partita, il gol è una perla e l’ordine tattico gli valgono di certo la sufficienza.

Pedro 6,5: svaria per tutto il fronte d’attacco,non da mai punti di riferimento e quando c’è da buttarla dentro nelle grandi occasioni lui non manca mai.

Xavi 7: potrà sembrae eccessivo come voto, ma il “professore” domina a centrocampo, è il cuore della manovra spagnola e della squadra, detta i tempi, prende una marea di calci ma continua con lucidità ed abnegazione a dispensare bel calcio, solo il Pirlo del 2006 è paragonabile a questo genio incommensurabile.

Pato 6,5: predica nel deserto, alla prima occasione trafigge la difesa spagnola ed impegna praticamente da solo la difesa dei catalani.

Cassano 4: superlativo nelle ultime uscite tra nazionale e campionato, visibilmente stanco e spaesato al Nou Camp, qualche buona giocata nei primi venti minuti poi il nulla, ha bisogno di rifiatare.

Nesta 8: Lontano parente del difensore insicuro ed imballato visto contro la Lazio, perfetto su ogni intervento, copre anche i buchi lasciati dai compagni e riesce ad imbrigliare,per quanto possibile il marziano Messi ; Sandro Nesta sembra tornato quello della Champions vinta  a Manchester contro la Juve, un baluardo insuperabile.

Thiago Silva 7,5: Perfetto gemello di Nesta, copre su tutto e tutti dalla sua parte di campo, si fa ipnotizzare da Messi sul primo gol degli spagnoli ma rimedia con un colpo di testa perfetto al novantunesimo , regalando il pareggio ai suoi, il più forte centrale difensivo al mondo è certamente lui.

Seedorf e Nocerino 6,5: nessuno pare averlo notato, ma il trentaseienne olandese rientrava dopo un lungo stop ed ha giocato una partita di grande ordine e sacrificio da vero capitano; l’azzurro è  arrivato in rossonero in sordina, conosce poco gli schemi ed ancor meno i compagni ma Allegri punta già fortissimo su di lui e Nocerino lo ripaga con una partita tutta corsa ed umiltà, raddoppia sempre quando Abate è solo, recupera palloni e cerca di non sprecarne mai (anche se spesso non ci riesce), è sempre aggressivo ma mai eccessivo, se continua così Gattuso faticherà parecchio per riavere il suo posto.

Allegri 7: coraggiosa scelta nell’impostazione della partita, perfetta la preparazione tattica e la gestione dello spogliatoi0, riesce a sopperire con grande intelligenza alla pesante assenza di Ibra ed all’evanescenza di Cassano; se continua così il tecnico livornese ha grandi possibilità di ripercorrere le vestigia del maestro Sacchi.

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    Informazioni su Guglielmo Pacetto

    Guglielmo Pacetto nasce a Lussemburgo (Lussemburgo) il 24 maggio 1984 e fin da subito scrive un un articolo sulla mancanza di originalità della "ninna nanna " cantatagli dalla madre in confronto a classici come quella di Brahms. Cresce e vive tuttora a Scicli, ridente paese di 30.000 anime in provincia di Ragusa (Sicilia,Italia,Europa,Mondo,Via Lattea,Universo). Studente ed abbonato di lunga data alla facoltà di Giurisprudenza ma ora uscitone sin troppo precocemente con un pezzo di carta buono per accenderci un falò, dopo un triennio vissuto a Siena che lo ha aiutato a crescere intellettualmente,umanamente e sopratutto ebramente, decide di tornare a concludere gli studi in patria presso l'Università di Catania, dove era possibile, sino a poco tempo fa avvistarlo, però solo dopo lunghi ed accurati appostamenti. Appassionato di politica,sport,musica,lettura e cinema, ha conquistato l'invidiabile primato di esser riuscito a fare penosamente tutte e cinque le cose, trovando poi come sbocco naturale di cotanti successi la scrittura. Le sue citazioni preferite -sì ne ha diverse ed è incredibile anche per lui pensare di riuscire a ricordare più di tre parole di seguito perfino nel giusto ordine- sono: "se incontri un buddha uccidilo,se incontri un antenato uccidilo,non avere legami,non essere servo di nessuno,vivi semplicemente per la tua vita"; "la violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci"; "solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai"; "fai ciò che puoi,con ciò che hai,dove sei"; "Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciòche è giusto". In passato pare abbia affermato: "la mia massima aspirazione è scrivere articoli,non importa su quali argomenti, capaci di appassionare i lettori e fornire spunti di discussione" prima di crollare a letto sbronzo marcio. Giocando con un'applicazioncina su Facebook, smanettando con il quale trascorreva gran parte della giornata prima di esser folgorato dalla donna della sua vita come Saulo sulla via di Damasco,ha scoperto che morirà cagando in testa ad un piccione e da allora la sua vita ha assunto un significato nuovo ed un obbiettivo concreto da raggiungere. Ecco l'augurio che Guglielmo ha riservato ai lettori del blog quando è stato beccato in ufficio (così chiama il buen ritiro dove trascorre la sua giornata seduto su un trono di ceramica in perenne raccoglimento e riflessione): " buon Post Scriptum a tutti e che lo sforzo sia con voi, esso scorre forte in me!"

    4 pensieri su “Barcellona – Milan: la Notte delle stelle

    1. Al di là di ogni commento possibile e plausibile, quanto emerso dallo scontro tra Barcellona e Milan è servito a sancire quanto poco contino gli schemi di gioco o le tattiche fini a se stesse e invece quanto siano importante le impronte degli allenatori sulle squadre.
      Da una parte il possesso palla esasperato e una fitta rete di passaggi, dall’altra tanta corsa, muscoli e difesa per colpire poi al momento giusto: due diverse ma ugualmente fruttuoso modalità di gioco.
      Sono d’accordo con te quando dici che Allegri è uno dei pochi che non vuole copiare Guardiola e il suo gioco, la bravura di un tecnico sta anche nell’originalità delle idee: se tutti avessero copiato il Mourinho del triplete adesso avremmo in giro decine di boriosi infantili con le tasche piene di elogi e titoli ma con poche, pochissime idee.

    2. …e si ricordo bene il Milan di Ancelotti, uno dei più forti di sempre, che faceva del possesso palla e della qualità del suo gioco la propria arma vincente, ma ricordo che tante di quelle partite, dominate, finivano con striminziti 0 a 0 e decine di occassioni da rete non concretizzate. Allegri fa della fisicita’ il suo marchio di fabbrica abbinando a questo la classe, la qualità dei singoli seedorf, aquilani, pato, cassano, robinho insieme alla punta di diamante Ibra. Per quanto riguarda la partita di ieri sera al Camp Nou, il Barca ha dominato per 60/70 minuti come fa del resto da anni ormai e non nego che il risultato non abbia rispecchiato l’andamento del match, ma aggiungo che se il Milan non avesse avuto la forza e voglia di crederci non staremo a parlare di un 2 a 2 ma di tutt’altro risultato, quindi merito alla difesa rossonera (Nesta su tutti) di aver resistito agli attacchi dei blu-grana e al reparto offensivo, avendo avuto il merito di concretizzare le poche palle gol a loro disposizione. In ogni caso la sfida di ieri e’ stata uno spettacolo, questo non si discute.

    3. Sul fatto che il risultato sia stato leggermente bugiardo non ci piove.
      Ieri sera però abbiamo visto una delle poche partite in cui una squadra approfitta delle pecche del Barcellona: se la difesa viene attaccata in velocità è un disastro.

      Sul primo gol, prodezza spettacolare di Pato a parte, tutta la difesa si è fatta uccellare da una accelerazione; sul secondo il calo di tensione dovuto allo strapotere territoriale è stato fatale agli spagnoli che hanno preso gol praticamente nell’ultima azione del match.
      Se quella di ieri sera era una partita tast per valutare la reale forza del Milan di quest’anno allora possiamo dirci soddisfatti di quello che abbiamo visto.

      Però continuo a pensare che il Milan non sia all’altezza per affrontare un torneo così difficile con l’attuale rosa.

    4. Michele, il Barcellona di ieri non aveva Pique e Puyol (rientrato dopo un lungo stop e si e no al 40 %) e sopratutto con Piquè thiago silva difficilmente avrebbe pareggiato.Il primo gol era inevitabile,la difesa del barcellona è sempre molto alta e se i due centrali non si mettono d’accordo sui movimenti e sul timing per alzare od abbassare la linea in velocità li perfori subito (Puyol è perfetto come direttore dei lavori in questo senso e probabilmente con loro due dal primo minuto la difesa spagnola sarebbe stata più bassa e quindi non così vicina a Pato che appena sente la pressione del difensore si gira e scatta in un attimo).
      Aggiungici che è anche vero che il Milan ha però costruito meno di quel che poteva,perfetto o quasi in difesa ma dopo aver recuperato il pallone la fase di impostazione era carente rispetto all’anno passato e di molto.
      Il Milan e lo dico da milanista per me può arrivare ai quarti ma le due di Manchester ed il Barça stesso restano su un altro livello, anzi ti dirò che ho visto qualcosa anche del Chelsea e mi ha sorpreso,sono molto più dinamici e solidi dell’anno passato,occhio pure a loro.
      E poi è chiaro,se al posto di Cassano ci fosse stato Robinho avremmo fatto forse più male (Ibra non era adatto a na partita così dove servivano giocatori di velocità e inserimento) anche perchè pure Boateng ieri sera era parecchio giù di tono rispetto ai suoi standard…

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