Dall’indagine nazionale su un campione di 1.549 persone rappresentativo della popolazione italiana secondo il modello del National Values Assessment del Barrett Values Center esce un ritratto dell’Italia dai colori decisamente poco rassicuranti.
Emerge infatti, come dato immediato, un profondo scollamento tra i valori che gli Italiani si riconoscono sul piano individuale e quelli della cultura nazionale che, di questi valori, dovrebbe essere specchio e forse amplificatore.
E quindi tra i valori personali primeggiano:
- l’amicizia (per il 49%),
- l’onestà (per il 43%)
- e la famiglia (per il 41%).
Ma cosa esprime invece il sistema valoriale della cultura corrente? Niente di buono.
- Corruzione (per il 64%),
- clientelismo (per il 58%),
- incertezza sul futuro (per il 51%) alla pari con criminalità e violenza.
Non deve quindi stupire che un clima tanto deteriorato porti i cittadini ad indicare fra i loro principali valori personali anche
- l’adattabilità (a quota 35%)
- e la pazienza (a quota 24%).
Praticamente l’indispensabile per la sopravvivenza. Grande – e drammatica – assenza quella della responsabilità, indicata solo al 48°posto dei valori personali degli Italiani e al 68° di quelli della cultura attuale.
Non deve quindi stupire che il grado di entropia (cioè di disfunzionalità del sistema) in Italia raggiunga quota 73% (e basti pensare che il 41%, nel modello di Barrett è già indice di problemi molto critici, di diffuso malcontento sociale e conseguente disobbedienza civile).
Delle 18 nazioni che in tutto il mondo hanno utilizzato questo modello l’Italia si guadagna la triste maglia nera. E non solo rispetto a Paesi tradizionalmente “primi della classe” come Svizzera, Danimarca e Svezia. Ma anche rispetto a Paesi da sempre noti per grandi tensioni sociali come l’Argentina, il Venezuela e il Brasile.
Naturalmente, messa di fronte a questa cartolina dai toni cupi, l’Italia non ha smesso di credere e di chiedere.
E vuole più:
- efficacia di governo (per il 38 % degli intervistati),
- più opportunità d’impiego (per il 37%),
- abitazioni a prezzi accessibili (per il 33%)
- e, a seguire, onestà, giustizia, collaborazione e attenzione ai più deboli.
Ma difficile che questi desideri escano dal cassetto se il valore della responsabilità e dell’impegno personale non vengono riconosciuti.
Quindi, se noi cittadini non ci appropriamo responsabilmente dei nostri valori, non potremo mai far nascere l’Italia che vogliamo, perché in molte occasioni abbiamo dimostrato di essere un grande popolo non solo nel lontano passato ma anche in quello recente. Pertanto è necessario che un segnale forte venga da noi cittadini, perché purtroppo, i nostri governanti sono interessati solo al potere e al profitto personale.







