Summit a 4, Italia esclusa. Che ci frega se agli Alleati andrà il petrolio? Tanto noi ci teniamo gli immigrati clandestini!

guerra-libia-italia-alleatiSi è tenuto l’altra sera un summit a 4, in video conferenza, tra le principali nazioni operanti in Libia, dal quale però è stata “esclusa” l’Italia. Barack Obama, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e David Cameron si sono infatti ritrovati a discutere dei problemi libici. L’incontro ha preceduto la conferenza internazionale di Londra di ieri, per trovare una via d’uscita per il dopo Gheddafi, dove sono intervenute una quarantina di delegazioni di vari Paesi. Sono infatti stati invitati a partecipare numerosi Paesi africani, la cui collaborazione mai come ora è stata indispensabile, l’ONU, la Lega Araba e altre (assente a sorpresa l’Unione africana).

Un’esclusione, quella della rappresentanza italiana

dal summit in video conferenza, vissuta da molti come uno “schiaffo” morale all’Italia, ma che il Ministro Frattini ha subito negato affermando che comunque l’Italia è a capo della missione navale e che quindi non può essere esclusa in alcun modo dalle operazioni in Libia, precisando inoltre che non esiste alcun asse italo-tedesco in contrapposizione a quello anglo-francese.  Anzi, aggiunge, la collaborazione tra tutti è l’unica via percorribile, non solo tra le maggiori potenze mondiali ama anche con i Paesi africani, che non a caso sono stati invitati all’incontro londinese e che, pare, alcuni di essi si siano resi disponibili ad ospitare Gheddafi in caso di esilio dalla Libia. Resta il fatto che l’atteggiamento di alcuni leader politici europei continua ad essere irritante e colonialistico, e il dubbio è che vogliano di proposito “emarginare” l’Italia, che è la nazione più vicina, non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista economico, alla Libia.

A me non è piaciuto l’atteggiamento di Frattini. E’ giusto che lui minimizzi l’accaduto, ma questo è uno smacco per l’Italia, che invece  ha le carte in regola per far sentire le proprie ragioni, ed in questa occasione doveva puntare i piedi per terra, come ha fatto giorni fa battendosi affinchè il comando delle operazioni militari in Libia fosse affidato alla Nato.

Ma l’amaro in bocca, per l’ennesimo torto subito da parte degli Alleati europei e dagli Usa, rimane. Ma come! L’Italia è in prima fila nelle operazioni umanitarie, ha offerto le proprie basi militari e i propri aerei per le operazioni in Libia, sta subendo l’esodo immigratorio più grande della storia e non viene invitata neanche ad una videoconferenza (dove tra l’altro partecipa la Germania, dichiaratasi fuori dalla guerra in Libia)? Prende sempre più corpo la convinzione che, a guerra finita, agli alleati andrà il petrolio e all’Italia gli immigrati clandestini e i profughi libici.

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