Quando è lecito farsi l’amante e quando il matrimonio può essere annullato o risarcito

Una recente sentenza della Corte di Cassazione mette ordine su un tema controverso, che è quello dei rapporti coniugali. Tra gli altri argomenti viene riportato anche un vademecum sulle separazioni. Ognuno di noi dovrebbe riflettere seriamente sulle sentenze e sulle sanzioni dell’Alta Corte. Dice testualmente (in rosso):

“Se i rapporti sono “freddi e formali” non c’è colpa nel farsi l’amante”

Non solo non c’è colpa nel farsi l’amante, ma farsi l’amante è un dovere. Non si può chiedere ad un uomo o ad una donna di rinunciare al più piacevole dei piaceri.

“Se il tradimento avviene nella casa coniugale, il tradito può chiedere la restituzione dei regali fatti”

Il tradimento può avvenire ovunque, nei posti più impensati, dipende dalle circostanze. Si può assaporare l’estasi sublime su un mucchio di fieno, sul pianerottolo di casa,

sulla scrivania dell’ufficio, nella toilette di un treno… L’importante è non farsi cogliere in flagrante, perchè allora sono guai. La casa coniugale è assolutamente sconsigliabile. Un pò perché il talamo, a differenza della sacrilega alcova, è sacro; un po’ perché ci si espone a certi rischi, e cioè che lei o lui rientrino a casa senza essersi fatti precedere da una telefonata.

“Se il coniuge cambia atteggiamento da sposato rispetto al fidanzamento, le nozze possono essere annullate”

Se lei e lui, prima del matrimonio, avevano regolarmente rapporti sessuali, hanno l’obbligo morale e anche giuridico, di non fare economia di effusioni dopo le nozze. Se ciò succede, qualcosa non va, qualcosa insospettisce.

“Se l’uomo è impotente e non lo dice prima delle nozze, la donna va risarcita”

L’uomo impotente ha il dovere, un dovere categorico, di mettere al corrente la partner delle proprie imperfezioni. In Italia, stando alle statistiche, più di tre milioni di uomini sono impotenti. Ma i rimedi non mancano: un buon andrologo può adoperarsi per curare e somministrare i farmaci del caso. Se neanche questi fanno effetto è meglio metterci una pietra sopra e votarsi alla vita contemplativa. Personalmente sono favorevole alle esperienze preconiugali, ma non vorrei con questa ammissione attirarmi i fulmini della Chiesa che, per ragioni che non ha mai spiegato o che, comunque, io non ho mai capito, condanna senz’appello certe impazienze.

“Se non si hanno rapporti sessuali per scelta e per anni, viene “lesa dignità” di chi subisce la situazione, che può chiedere risarcimento”

Anche la svogliatezza sessuale lede il solenne vincolo coniugale. Se poi si è svogliati per scelta, e per anni, la cosa diventa seria, e non è tollerabile. E’ consigliabile correre subito ai ripari, chiedendo risarcimenti adeguati, anche “esterni”.

“È vietato smascherare pubblicamente il nome dell’amante del coniuge”

Il nome dell’amante, di lui o di lei, deve essere top secret. Guai a sbandierarlo ai quattro venti. Anche in amore ci vuole discrezione, specialmente se la pubblicità di una tresca imprime, in chi ne è vittima, il fastidioso marchio di “cornuto” o “cornuta”. Tutto si può fare, anche quello che una coppia non dovrebbe fare (ma fa), meno che rendere gli altri partecipi di peccaminosi triangoli. Pazienza, cornuti ma non mazziati.

“Si può insultare l’amante del coniuge, purché non in presenza di terzi”

Molto disdicevole e condannabile è chi insulta l’amante del coniuge in presenza di terzi. Si consiglia di farlo in privato, ma in modo civile, se possibile non violento.

“Se l’infedeltà del coniuge viene tollerata durante il matrimonio, non può essere annoverata fra le “colpe” durante la causa di separazione”

Se il tradimento viene tollerato durante il matrimonio, non può più essere una “colpa” al momento del divorzio. Cornuti e mazziati.


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