Insegnanti violenti e studenti indisciplinati. Scuola e famiglia inadeguate?

Ricorderete tutti il caso dell’insegnante Giuseppa Valido, in una scuola di Palermo, che costrinse un suo alunno a scrivere per cento volte la frase “sono un deficiente”. Il ragazzino in questione aveva impedito a un compagno di andare nel bagno dei maschi dicendogli: “Sei una femminuccia, un gay”. Bene, pochi giorni fa questa insegnante è stata condannata ad un anno di carcere per “abuso di mezzi di correzione”.
Per l’insegnante invece si trattava solo di una semplice lezione di vita. Come interpretare un tale gesto? Ha fatto bene l’insegnante a punire il ragazzo che ha compiuto l’atto di bullismo, oppure sarebbe stato meglio convocare i genitori e parlare con loro del “problema”?
Il padre del ragazzo leso, invece, sembra soddisfatto

della condanna, ma dice che: “Dopo l’episodio ho dovuto portare mio figlio dallo psicologo”. Vero o meno che sia, certamente in un ragazzo sensibile è facile procurare una ferita, anche psicologica, che spesso non si rimargina mai.

Si discute quindi se sia giusto o meno insultare gli studenti per educarli, come un tempo era normale che si picchiassero per farli studiare o per punirli. Picchiare i ragazzini o infliggere loro punizioni pesanti sono ormai metodi ritenuti barbari, lesivi della loro dignità. Vero è, però, che l’intervento della famiglia e della scuola è necessario. Cosa fare?

Un caso analogo è quello del bambino di otto anni a cui è stata lavata la bocca con il sapone perchè aveva detto una bestemmia. Stesso reato quindi che si prefigura per le insegnanti: abuso dei mezzi di correzione. In questo caso, è da considerare anche che, dall’inizio del 2011, ben sette bambini sono stati spostati da quella stessa classe perchè  considerata troppo “turbolenta”.

Questi episodi evidentemente denunciano la scarsa capacità di insegnanti e genitori di educare correttamente i figli, senza fare ricorso all’odiosa violenza. Probabilmente c’è del lassismo da parte dei genitori, ma anche un eccesso di zelo, se così si può dire, da parte degli insegnanti.
Ogni atto di violenza in un uomo o una donna, anche psicologico, lascia un segno profondo anche se invisibile, tanto più se perpetrato contro un bambino, per quanto maleducato sia. Colpevole o meno, un ragazzo è pur sempre un essere umano più debole del professore, senza gli strumenti e l’esperienza per difendersi.
La punizione semmai sarebbe dovuta nascere all’interno della famiglia, opportunamente avvisata dalla scuola.
Io penso che buona parte degli atti di bullismo, anche violenti, o di maleducazione in genere, siano generati anzitutto in seno a certe famiglie dove il comportamento dei genitori si dimostra inadeguato per l’educazione dei figli (bestemmie, parolacce, imprecazioni). Poi c’è la tv con il marciume di litigi e scurrilità, e anche bestemmie (vedi i reality show), scene di violenze in certi film, persino nei cartoni animati, tutto trasmesso in fascia protetta. Senza contare le scene di guerre e violenze prodotte dai videogame. E internet dove la mettiamo?
Insomma la società non è in grado di proteggere i ragazzi, la famiglia è in grave stato di disgregazione e, insieme con la scuola, a volte assente nella vita degli adolescenti. Come finirà?

written by Valeria Martalò

    2 Responses to “Insegnanti violenti e studenti indisciplinati. Scuola e famiglia inadeguate?”

    1. [...] a vedere articolo:  Insegnanti violenti e studenti indisciplinati. Scuola e famiglia … Articoli correlati: Fabbrico, affollato incontro sulla scuola in Sala Aldo Moro [...]

    2. paolina scrive:

      Certo sono meglio quelle insegnanti che fanno massacrare i bambini dai violenti fingendo di non vedere. Le conosco purtroppo di prima persona certe vigliacche. Un bambino che offende profondamente un altro non credo che sia tanto sensibile da dover ricorrere allo psicologo. Chi la fa l’aspetti, dice un vecchio detto. Ma il buon senso qui si è perso per strada, per opera soprattutto dell’inopportuna puntigliosità dei giudici d’appello. Non hanno pensato che anche i bambini hanno diritto al giusto risarcimento anche morale, come gli adulti. In questi casi dovrebbero essere i genitori a pagare, dato che per certa gente i soldi sono l’unica cosa che conta. Non hanno pensato i genitori del bambino discolo alle sofferenze del bambino abusato? L’hanno invece protetto la loro canaglia per avviarlo alla criminalità.