Il finto pentimento degli stupratori minorenni e l’Italia del diritto permissivo e perdonista


La vicenda è quella di Montalto di Castro (Viterbo). Una ragazzina violentata da otto coetanei nel 2007, poi condannati. Il sindaco (del PD) pagò con i soldi pubblici la difesa degli stupratori.

Buona parte del paese difende i ragazzi: “Si divertì anche lei”. Domenica scorsa il collegamento con “Domenica 5″: una donna prende la parola a favore della vittima. E gli altri si indignano.

Vergognosa quella gente e vorrei dire anche vergognosa la trasmissione che gli ha lasciato spazio per insultare la ragazza violentata.
Ma che paese è mai questo dove si parteggia per gli stupratori e non per la vittima?

Nei piccoli centri succede che una ragazza stuprata non mangia più, non dorme più  e, come “premio” per avere avuto il coraggio di denunciare i suoi violentatori, se li ritrova per strada, con i loro sorrisetti. E pensare che a quella ragazza, da piccola, i suoi genitori parlavano dello Stato italiano e della giustizia…

Tutti i giorni, o quasi, assistiamo a stupri e violenze di ogni tipo su ragazze o bambine da parte di giovanissimi, e poi regolarmente, dopo aver commesso la violenza più gratuita e feroce, questi delinquenti subiscono un giorno o due di “punizione” e per anni interi fingono di redimersi. Insomma siamo costretti a vedere continuamente l’assurdità della giustizia italiana ed il suo perdonismo.

Con questi nostri “ragazzacci” che stuprano l’amichetta, guidano ubriachi a 200

km all’ora, tirano sassi dal cavalcavia, pestano l’immigrato ed il diverso, sprangano il tifoso avversario, danno fuoco al barbone, non è solo il giudice ad essere clemente, interpretando la norma con la manica larga; non è solo il politico, quando fa le leggi e le leggine ad inserire milioni di cavilli legali e burocratici per poter accedere al perdono di Stato. È tutto il loro mondo a volerli eternamente bambini, eternamente innocenti: la famiglia, gli amici del bar, i vicini di pianerottolo, persino i conoscenti. Nell’Italia permissiva e buonista, dove i carnefici diventano vittime, sono tutti lì a chiedersi «ma era così bravo, non ci posso credere, un pò chiuso magari, ma sa com’è, a quell’età…». E poi a concludere «è pentito, non fa che piangere, ha chiesto dei libri e prega tutto il giorno».

E loro, i “bravi ragazzi” che uccidono e poi piangono e pregano, entrano nella parte e recitano benissimo. Hanno sempre avvocati zelanti, fatti apposta per commuovere gip che sembrano non aspettare altro: in fondo siamo stati tutti ragazzi… E i ragazzi lo sanno bene come funziona il gioco. Si pentono in diretta tv, scrivono ai giornali lettere commoventi dove dichiarano di essere pentiti e chiedono perdono. Quando hanno distrutto la vita di un’altra persona hanno giocato a fare gli uomini duri, quando vengono presi ritornano a mostrare di essere bambini in crisi esistenziale. E in quel momento intervengono i sociologi che si guadagnano la pagnotta parlando della crisi di valori, la scuola, la parrocchia, Internet e, perchè no, il cattivo esempio della televisione , veline e letterine comprese.

Così, quando il delinquente minore viene pizzicato, dopo aver ucciso o stuprato, e aver cercato di sviare le indagini, piange come una fontanella e chiede di papà. Lui già sa come dovrà pentirsi. L’obiettivo è dimostrare che è stato un ragazzo incosciente che però ora ha capito che deve espiare. E dove espiare meglio se non ai domiciliari con papà e mamma? O nelle accoglienti strade del paese natio, insieme agli amichetti che per un paio d’ore sono stati “il branco” e ora tornano ad essere i figlioletti di famiglia che tutti sanno?

Gli omicidi, così, diventano colposi, il dolo solo eventuale, il pestaggio una bravata (e mica c’è razzismo, e mica omofobia). E lo stupro, visto che colposo proprio non può essere, si trasforma nella debolezza di un momento. Prima e dopo, coscienza immacolata.

Così si chiudono queste storie, con uno scappellotto e mille bei discorsi sulla pena che deve riabilitare. La tragedia di una vita interrotta, spezzata, umiliata, perde realtà e corpo fino a scomparire del tutto. Sembra non esserci più un colpevole, un protagonista, ma solo l’esito inatteso di una “cavolata” fatta da ragazzini.

Mi ha colpito molto il fattaccio successo l’anno scorso a Niscemi, in Sicilia, dove Lorena Cultraro venne massacrata perchè aveva detto di aspettare un figlio da un coetaneo. I tre amichetti del presunto padre (che solidarietà! che tempra! che coraggio!) le “tapparono la bocca”. Poi, quando vennero scoperti, confessarono affranti e umiliati. E chiesero al giudice: «Possiamo andare, ora?». Questa frase mi aveva sconvolto e la ricordo ancora.

“Ma certo, ragazzi, beata ingenuità. Non subito, magari. Lasciate che si asciughi l’inchiostro dei giornali. Le lacrime di chi avete straziato non si asciugheranno mai, ma non fa nulla, non ha importanza. Noi siamo i giudici, siamo sopra le bassezze degli uomini, siamo i sacerdoti della redenzione umana. Noi vi perdoniamo in nomine patris, nel senso che vostro padre ci ha garantito che bravi figlioli in fondo siete.”

    6 Responses to “Il finto pentimento degli stupratori minorenni e l’Italia del diritto permissivo e perdonista”

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    2. luca montesi scrive:

      Io credo che la situazione è questa, non oggi, né ieri, né domani, ma da sempre ogni tanto qualcuno esplode in una società in cui devi farti spazio tutti i giorni, anzichè essere spontaneamente accolti, altri implodono. L’uno carnefice l’altro vittima, non si può giudicare nessuno, sicuramente condanniamo fermamente e anche per paura il fatto.

    3. berluscomania scrive:

      Io agli stupratori taglierei semplicemente gli attributi.
      Non c’è pena di altro tipo che possa lenire e prevenire le sofferenze di una persona stuprata.
      Ho aggiunto il tuo link al mio sito ;)

    4. lory scrive:

      Innanzitutto complimenti per il tuo blog, mi è capitato di darci un’occhiatina e mi è piaciuto molto. Per quanto riguarda gli stupratori io applicherei la pena della castrazione chimica, e sarebbe poco!! Possibile che una donna non sia libera di darla a chi vuole? L’uomo abusa di lei per due motivi: 1) perchè è fisicamente superiore, intendo come forza fisica; 2) perchè oltre ad essere più forte, il codardo si muove in branco. Basta alla violenza contro le donne!!!!

    5. attualita-e-opinioni scrive:

      Ciao berluscomania. Certo che se fossi il padre di una ragazza stuprata, sarebbe l’unico scopo della mia vita quello di “punire” nel modo che dici tu il delinquente che ha compiuto un atto criminoso così bestiale.
      Ricambio la tua cortesia, inserendo il tuo link fra i siti amici del mio blog.
      Ciao. Antonio

    6. attualita-e-opinioni scrive:

      Ciao lory. Grazie per i complimenti, faccio del mio meglio. Per il resto non posso che essere d’accordo con te su tutto quello che dici: la violenza contro le donne, soprattutto contro le ragazzine, è una cosa meschina e vigliacca, e deve essere punita severamente.
      Ciao. Antonio