E’ giusto inserire nelle lezioni di sesso nelle scuole medie, termini hot come vibratore, trans, sesso orale, sesso anale, sesso con animali?

Il corso “Crescere in Relazione”, dove vengono toccati anche argomenti che trattano il sesso, tenuto dall’associazione Paradoxa, e approvato dalle classi della Scuola Media Stefanini di Treviso, è stato sospeso dalla Preside Nara Ronchin, in attesa che la situazione si chiarisca. Il progetto, sostenuto dal Comune dei leader leghisti Gobbo (Sindaco) e Gentilini per introdurre i ragazzi alla sfera dell’affettività, è finito nell’occhio del ciclone, date le molte lamentele giunte alla Preside. Le lezioni tenute ai ragazzi di seconda e terza media erano toppo “hot”, i termini usati erano fin troppo espliciti, non risparmiando riferimenti sulle varie forme di sesso. Parole come vibratore, sesso orale, sesso anale, trans, e altro (in un’occasione – secondo quanto riferito dai ragazzini – rispondendo alle loro curiosità, si sarebbe parlato anche dei casi di sesso praticato con animali), pronunciate da ragazzini e ragazzine, con tipica ingenua curiosità, sono troppo “spinte”, non adatte per quell’età, ed i genitori degli alunni sono insorti, non tutti , ma buona parte.

Di quel corso avevano sentito parlare, ma non credevano che si svolgesse in termini così espliciti, e che trattasse di

deviazioni e pratiche sessuali, temi così delicati soprattutto in un’età difficile.  Ma gli organizzatori, nella persona del Presidente Andrea Sales, rispondono: «Il corso adotta un approccio scientifico e psicologico. I ragazzi sono curiosi, le domande sono partite da loro. I ragazzi vogliono sapere, si informano, domandano, anche se gli adulti faticano a credere che i figli possano conoscere certe cose. Dopotutto, l’età media del primo rapporto sessuale è 13 anni e 9 mesi».

Ci chiediamo, e mi chiedo: è giusto inserire in un corso sull’affettività parole “hot”, crude, che stimolano sì, curiosità e riflessioni, ma anche morbosità, a ragazzini di 12-13-14 anni? In che modo dobbiamo insegnare il sesso ai nostri figli? A che età? Sappiamo che la loro curiosità è grande, vogliono sapere. E se non siamo noi genitori e la scuola ad educarli, chi lo deve fare? I ragazzi parlano tra di loro, ci interrogano, come fare? D’altronde se non apprendono da noi, ci pensa internet, dove sappiamo bene le nefandezze che circolano.

Gli adolescenti non hanno mezze misure, vogliono morbosamente sapere. La tv non incoraggia in questo senso: sesso e volgarità, parolacce, nudi, le escort, i trans… Data la loro curiosità è normale che poi vogliano scoprire il significato di termini come trans o sesso orale. I dubbi e le perplessità dei nostri figli vengono a noi trasferiti e trasformati in forte imbarazzo. E’ giusto colmare questo imbarazzo con l’insegnamento nelle scuole di materie così “scottanti”, con esperti e psicologi? E’ giusto che certi termini vengano spiegati ai ragazzi di quell’età?

Io credo che sia meglio che i ragazzi siano educati alla sessualità fin dalla scuola materna (quando i bambini cominciano a scoprire la differenza tra maschio e femmina). E parlare di sesso, con tutto quello che comporta (anche con i temini hot), è giusto che si faccia fin dall’età di 12-13-14 anni. A quest’età già loro “sanno” tante cose, ma in maniera sbagliata e distorta, per cui, attraverso la guida di educatori competenti, supportati dai genitori (collaborazione scuola-genitori), viene completata l’educazione sessuale in maniera più corretta ed adeguata. Soprattutto che conoscano almeno i rischi del sesso “allo sbaraglio”, quelli cioè di contrarre malattie e ricorrere a qualche occasionale aborto.

Credo che sia giusto accettare l’idea che il sesso, in tutte le sue manifestazioni, non è peccato, ma parte della vita.



    2 Responses to “E’ giusto inserire nelle lezioni di sesso nelle scuole medie, termini hot come vibratore, trans, sesso orale, sesso anale, sesso con animali?”

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    2. Sciuscia scrive:

      Tanto non si riuscirà mai nemmeno a fare un corso di educazione sessuale obbligatorio per insegnare a cosa serva un preservativo.