«Art. 18: un conto è teorizzarlo, un conto è viverlo sulla pelle della propria azienda con tutti i suoi effetti devastanti per l’imprenditore, soprattutto in questi anni di crisi».
Così scrive al Ministro Elsa Fornero e a Libero l’amministratore di una azienda bresciana costretta a chiudere i battenti per una sentenza che la condanna a risarcire 100.000 euro a una dipendente incapace, causa l’illegittima interruzione del rapporto di lavoro.
«La nostra ditta non riuscirà a sopravvivere alla conseguenza di questo famigerato art. 18, ma spero che Lei riesca a fare qualcosa per il futuro, affinché non si trovino nella stessa nostra situazione e non debbano vivere ciò che abbiamo vissuto noi altre aziende».
Siamo purtroppo certi che la lettera inviata al Ministro dalla Lettrice rimarrà senza seguito.
La storia.
Il calvario di questa azienda di produzione di macchine agricole inizia nel 2008 con l’assunzione di una impiegata con contratto Read more »
C’è un grosso problema all’interno della Lega Nord, e quel problema ha nome e cognome: si chiama Roberto Maroni. Il consenso intorno all’ex titolare del Viminale è ampio se prendiamo in considerazione la base, meno ampio tra gli elementi del partito. A contare, tuttavia, sono questi ultimi, dato che, se la base avesse potuto esprimersi nel voto di giovedi alla Camera – quello che ha negato le manette a Cosentino – il verdetto sarebbe stato diverso.
Nell’apprendere con inevitabile scontento le novità introdotte dalla manovra Monti, con stangate a non finire, sono rimasto davvero senza parole dinanzi alla notizia dell’introduzione di una nuova tassa sugli immigrati: in pratica, soggiornare in Italia con la speranza di costruirsi una nuova vita all’insegna del lavoro e del rispetto delle leggi costerà, e non poco.
Il nuovo anno dei detenuti italiani non poteva cominciare in modo peggiore. Nella notte di Capodanno, infatti, si è suicidato un trentasettenne rumeno rinchiuso alle Vallette di Torino per furto e da tempo in attesa di giudizio. Aurel Contrea si è impiccato con una corda rudimentale all’interno delle quattro mura della sua cella. Altri due hanno tentato il suicidio nelle carceri di Vigevano e Vasto; un altro è morto nel penitenziario di Trani per cause ancora in corso di accertamento. Secondo i suoi familiari non era in condizione di poter sopportare il regime carcerario. Nel 2011 ci sono stati 183 morti in carcere, di cui 66 suicidi.

Per quale motivo i governi non riescono mai a tassare i ricchi? In questi giorni in cui si discute della manovra “Salva-Italia” di Mario Monti, che prevede una bella stangata con la reintroduzione di numerose tasse e con l’aggiunta di nuove, gli italiani esprimono il loro malcontento per queste politiche che graveranno pesantemente sulle finanze delle famiglie, già tutt’altro che solide.
Ora che la manovra Monti “Salva-Italia” è stata varata possiamo riflettere per capire chi paga e chi no, cosa è stato fatto e cosa si poteva o doveva fare e, soprattutto, perché.
