Rita Levi Montalcini 103 anni domani.

Share:
Condividi
Compirà 103 anni domani il Nobel Rita Levi Montalcini. Sta bene, anche se esce meno, ed è ancora un modello per tanti giovani ricercatori, dei quali continua ad alimentare l’entusiasmo per il lavoro scientifico.
Anche questa volta il Nobel dice di non voler festeggiare, ma i suoi collaboratori più vicini non hanno intenzione di ascoltarla e sono decisi a brindare anche quest’anno con lei. Non ci saranno le grandi celebrazioni dei 100 anni, ma sarà tutt’altro che un compleanno inosservato: biglietti di auguri, email e telefonate stanno già arrivando numerosi a casa del Nobel.
Adesso la vita della professoressa è molto più tranquilla di un tempo. Le sue condizioni di salute sono soddisfacenti: nonostante l’aspetto minuto e fragile ha una fibra d’acciaio che le ha fatto superare molto bene l’infortunio che poco più di due anni fa le ha causato la rottura del femore, costringendola a un intervento chirurgico e ad una lunga convalescenza. Rita Levi Montalcini trascorre in casa la maggior parte delle giornate, ma non si annoia. Continua a ricevere le persone che le sono più vicine, i suoi collaboratori più stretti. Si tiene informata su quanto accade in Italia e nel mondo e soprattutto continua a seguire, seppure a distanza, gli sviluppi delle ricerche in corso nella «sua creatura», l’Istituto europeo di ricerche sul cervello (Ebri), la cui attività segna il coronamento della sua lunghissima carriera scientifica.
È in quel laboratorio, infatti, che stanno prendendo forma gli sviluppi delle ricerche sul fattore di crescita delle cellule nervose (Ngf), che Rita Levi Montalcini scoprì all’inizio della sua carriera e che nel 1986 la portò al Nobel. È soprattutto l’Ebri che la “signora d’acciaio della ricerca” va a visitare le rare volte in cui esce. «È ancora una forza motrice per i giovani che lavorano all’Ebri, ai quali comunica sempre più entusiasmo».
Share:
Condividi