MENTRE GLI EUROBOND, SONO VISTI FAVOREVOLMENTE DAI PAESI ATTUALMENTE SUL BORDO DEL PRECIPIZIO ECONOMICO; SPAGNA e ITALIA. QUESTI PAESI DOVREBBERO FARE UNA POLITICA DI TAGLI. ANZICHE’ PRATICARE INTERESSI PERSONALI, INIZIANDO DALLE VOCI ELENCATE NELL’ARTICOLO.

-

Alcune informazioni di sintesi sugli Eurobond:

Gli eurobond sono titoli di debito pubblico emessi in comune dai 17 Paesi della zona euro. Il rischio viene suddiviso tra tutti gli Stati coinvolti.
L’idea è che il loro mercato sarebbe più ampio. Tali emissioni godrebbero di elevate liquidità e garanzie per cui potrebbero spuntare sul mercato tassi relativamente bassi, facendo così più gola agli investitori. I singoli Paesi europei potrebbero indebitarsi, invece che direttamente sul mercato, tramite gli Eurobond, ottenendo risparmi sul costo dell’indebitamento e sulla stabilità finanziaria.

Si è iniziato a parlare di tali emissioni già a partire dall’inizio degli anni ’90. Il primo a escogitarli fu l’ex presidente della Commissione Ue il francese Jacque Delors. Successivamente Giulio Tremonti li ha riportati in auge quando ricoprì il ruolo di Ministro dell’Economia.

Ma il secco no dei tedeschi, poco propensi ad accollarsi anche i debiti degli Stati più spendaccioni, ne ha sempre impedito la messa a punto. Ora si torna a parlarne, ma con un’interrogativo di non poco conto: chi li emetterà? Potrebbe essere il fondo salva-Stati.

CONCORDO PIENAMENTE CON> Angela Merkelcancelliera della Germania.

GLI EUROBOND , DETERMINEREBBERO UN MAGGIORE DEBITO.

MAGGIORMENTE DIFFUSO. IL RISCHIO E’ TROPPO ALTO.

Ecco perchè la Germania è contraria

Inizialmente gli Eurobond avrebbero dovuto essere obbligazioni con lo scopo di finanziare progetti europei (costruzione di infrastrutture). Con la crisi attuale le proposte vorrebbero che fossero utilizzati per scopi meno materiali come la ristrutturazione del debito pubblico nazionale degli Stati aderenti all’unità monetaria europea.
Il vantaggio maggiore andrebbe indubbiamente ai Paesi europei più deboli, mentre gli stati più virtuosi ne ricaverebbero solo oneri, come ad esempio offrire garanzie di restituzione del capitale anche qualora qualche paese finisse in default. Inoltre proprio questi Paesi più facoltosi vedrebbero aumentare il peso del loro debito rispetto al PIL, mettendo così a rischio la loro valutazione per le agenzie di rating, con impatto negativo sul costo delle emissioni proprie. Per questi motivi la Germania è contraria alla creazione degli Eurobond, mentre essa è vista con favore da Spagna e Italia.

MENTRE GLI EUROBOND, SONO VISTI FAVOREVOLMENTE DAI PAESI ATTUALMENTE

SUL BORDO DEL PRECIPIZIO ECONOMICO; SPAGNA e ITALIA.

QUESTI PAESI DOVREBBERO FARE UNA POLITICA DI TAGLI.

ANZICHE’ PRATICARE INTERESSI PERSONALI.

PER QUANTO RIGUARDA L’ITALIA, DI SEGUITO L’ELENCO: 

1)SONO CONTRO LE PENSIONI D’ORO.

2)SONO CONTRO GLI STIPENDI D’ORO.

3)SONO CONTRO LE SPESE DEL QUIRINALE.

4)SONO CONTRO LE SPESE DELLE 2 (DUE) CAMERE.

(ES:LE SPESE DELLA SOLA CAMERA NEL 2011,

AMMONTANO A 36.964.000 MLN di EURO).

5)SONO CONTRO LE SPESE INDEGNE DELLE REGIONI.

6)SONO CONTRO LE AUTO BLU.

7)SONO INOLTRE, CONTRO GLI SPRECHI

DELLA POLITICA NEL SUO COMPLESSO.

8)SONO CONTRO IL FINANZIAMENTO AI PARTITI.

9)SONO CONTRO I POLITICI CONDANNATI

E CORROTTI ANCORA IN PARLAMENTO.

CHIEDO PER TANTO LA REVISIONE RETROATTIVA

DELLE PENSIONI D’ORO.

INIZIANDO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PER FINIRE ALL’ULTIMO CONSIGLIERE COMUNALE.

CHIEDO UN TETTO MASSIMO PER LE PENSIONI

EROGATE IN BASE AL SISTEMA RETRIBUTIVO,

NON POSSONO SUPERARE I 3.000,00 EURO

NETTI MENSILI. SONO FATTI SALVI LE PENSIONI

E I VITALIZI CORRISPOSTI ESCLUSIVAMENTE

IN BASE AL SISTEMA CONTRIBUTIVO.

SE POI QUESTA PENSIONE E’ CUMULATA CON ALTRI

TRATTAMENTI PENSIONISTICI EROGATI DA GESTIONI

PREVIDENZIALI PUBBLICHE IN BASE AL SISTEMA

RETRIBUTIVO, L’AMMONTARE ONNICOMPRENSIVO

NON PUO’ SUPERARE I 5.000,00 EURO

NETTI MENSILI.

ELIMINANDO DI FATTO, I COSIDDETTI

DIRITTI ACQUISITI.

SOLUZIONI CHE, NE’ LA SPAGNA NE’ L’ITALIA VOGLIONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE.

Merkel: ‘Eurobond aggraverebbero la crisi’.

PREOCCUPAZIONE PIENAMENTE CONDIVISA.

Angela Merkel è stata chiara sulla questione: ”Non ha alcun senso ricondurre tutto agli eurobond o a strumenti apparentemente di solidarietà. Non farebbero che aggravare la crisi’. La cancelliera esprime perplessità sul piano scritto da van Rompuy con i presidenti di Commissione, Eurogruppo e Bce, e ribadisce il suo no senza appello ad ogni ipotesi di condivisione del debito: ‘Finché sarò in vita, non avverrà’, avrebbe sentenziato.

Finanza, bilanci pubblici, politica economica e una robusta dose di legittimità democratica: sono questi i quattro ‘pilastri essenziali’ su cui costruire, nei prossimi dieci anni, una ‘vera unione economica e monetaria’. ‘Tutti e quattro questi elementi sono necessari per la stabilità e la prosperità a lungo termine dell’Uem’, ma ‘bisognerà ancora lavorarci molto, anche con possibili modifiche dei Trattati Ue’.

Il testo del rapporto preparato, secondo il mandato ricevuto dal vertice Ue di maggio, dai presidenti del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, della Bce, Mario Draghi, dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e della Commissione, José Manuel Barroso, descrive l’architettura della futura Unione. A medio termine, ‘potrà essere esplorata l’emissione comune di titoli del debito’. Potrà essere costituito una sorta di ministero del tesoro dell’Eurozona.

LAVORATORI ITALIANI & VENETO LIBERTARIO

 

Share:
Condividi
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>