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Orrende parole indecifrabili

Posted in Senza categoria on maggio 14th, 2012

Orrende parole indecifrabili

scritte di nero

che contengono

la bellezza

più pura nel mondo.

 

Nessuno riesce a leggerle

 

- Hoppipolla

- Poesie incise -

Posted in Senza categoria on maggio 14th, 2012

Ragazze

sul legno incidono

le proprie

Speranze

che almeno su un tronco

vivente, a custodirle

non saranno mai portate via

dal tempo

dalla corrosione dell’anima

dalla giovinezza

che non è più

in questo sporco mondo.

 

- Hoppipolla.

“No amount of pointless days”

Posted in Senza categoria on aprile 29th, 2012

 

Vivo in un tempo scombinato

Chi è grande dentro è piccolo

Io che son piccola dentro son grande

Intorno siamo tante biglie che rotolano

Senza direzione

Io sola pallina gommosa tento di saltare

Di palo in frasca

Conoscere il mondo

Sulla mia pelle

Pensiero anarchico.

Tante formiche

Vanno avanti per inerzia

Non sanno cos’è l’organizzazione

Quando piove

In questa giovinezza

Sporca,

corrotta

che io mi stanco di vivere

non sembra vera

sento di essere sola

a tenere le fila

rosse di pianto

e di trucco, ormai marcio

per ricostruire qualcosa che non c’è mai stata.

- Hoppipolla

“Ci sono altri modi”

Posted in Senza categoria on aprile 15th, 2012

(Sopraffatti dal dolore:)

Ho la morte e la vita

dentro me:

la vita più vera,

la morte più nera

che si sgretolano insieme,

ossimori.

Ma ci sono altri modi

per stare ancorati

per terra.

 

- Hoppipolla

Un lampo

Posted in Senza categoria on marzo 28th, 2012

Fai della vita una folgorazione continua,

e capirai.

 

-Hoppipolla

Il canto degli assassini

Posted in Senza categoria on febbraio 18th, 2012

Stasera tacciono le stelle,

la luna ancora non è sorta

ed io sto dedicandomi

al canto degli assassini.

Già dai primi versi si sente

nello stormire delle foglie,

ora la pietra che affila

l’acciaio,

ora il rantolo strozzato,

verso tipico dello strangolato.

E se si ferma per un attimo

il vento,

allora il suo posto

prende un silenzio

gravido di morte,

consapevole, opprimente,

colpevole.

Un silenzio buio,

ovattatato come l’oscurità,

quando è assoluta,

preme sulle pareti di un pallido

spiazzo di lucore.

Allo stesso modo

in questo silenzio ogni suono è smorzato

come la luce oppressa.

Quando il vento,

passato neanche un secondo

-un secolo-

riprende l’instancabile soffio,

anche gli scricchiolii

dei rami

suscitano immagini

di corde tese

e ossa spezzate.

Stanotte il cielo è terso,

ma il vento ha portato

in grembo un tuono

tale e quale

ad uno sparo.

Il vento cambia,

e porta un odore

di carne in disfacimento

dal mattatoio.

Odore di battaglia

di una vita in fila

come alle poste

premuti uno con l’altro

nelle futili grida

in attesa della consegna ultima.

Il vento cambia ancora,

ma resta vivo a malapena quanto basta

per portarti alle narici

un odore di veleno

profumato di rosa e di fiele,

trementina e albicocca.

Finalmente la luna sorge,

e mi scuote dal mio

torpore di morte.

Forse ha incontrato il sole

nel suo svenarsi

dei raggi del tramonto,

perchè stasera sorge rossa,

insanguinata.

Ma il vento ora si è posato,

gli uccelli notturni spezzano

a tratti

il silenzio latteo

che non sa più di morte,

perchè è nella luna che termina

il canto degli assassini.

 

 

-Poex-

Disvelamento della bellezza.

Posted in Senza categoria on febbraio 17th, 2012

Sverginare le poesie.

Poichè troppo ineffabili,

s’inceppano nella penna,

contorte, arzigogolate

non son chiare

s’oscurano al Sole.

Quale poesia ha il diritto

d’oscurarsi quando le va,

rimanere vergine, pura

morta nella sua forma

incompresa

nella sua lacerante bellezza?

La vena si gonfia

il senso esplode

la condivisione

le dà corpo,

la comprensione.

Raggio di luce

in sè effimero,

a lei lo specchio è cosa buona:

amplifica e moltiplica;

come i battiti

di fronte alla vertigine.

La bravura

per il disvelamento

della bellezza.

 

 

-Hoppipolla

La capacità di fare

Posted in Senza categoria on febbraio 12th, 2012

Mani

un ammasso di linee

tensione

che afferra

sospesa nell’attimo

prima dell’azione

prima del pensiero.

 

-Hoppipolla

Ricordo

Posted in Senza categoria on febbraio 10th, 2012

Camminare sulla spiaggia

a molti porta consiglio.

La mia ultima camminata su una spiaggia

mi ha portato un nuovo demone.

La memoria.

ho incontrato un ambulante,

che iniziava la giornata -erano le otto del mattino-

in spiaggia c’era poca gente,

ma tanta, tanta luce.

Chissà, forse la gente assorbe la luce.

Quello che so è che ho parlato con l’ambulante.

Lui mi ha fatto dono del suo nome e della sua storia,

dei nomi dei suoi figli e di quello di sua moglie

rimasti in Pakistan.

Li ho dimenticati.

Ricordo la storia,

non il volto che l’ha raccontata.

Ricordo la spiaggia, non il nome dell’ambulante.

D’ora in poi tutte le spiagge avranno per me

il nome di quell’ambulante

e siccome di lui non rammento il nome,

nessuna spiaggia avrà più un nome.

Ah, Giulietta, quanto ti sbagliavi!

Noi SIAMO il nostro nome.

Senza nome, il nostro volto e la nostra storia

sono come una nave che, senz’ancora,

beccheggia in mezzo al mare in tempesta

della memoria umana, volubile come il vento.

-Poex

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