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Arriva il Gastaldo. 2: I Refrattari.

25 aprile, 2012 | | No Comment

Ricercato per propaganda anti-longobarda. 10.000 euro a chi lo trova.

Arriva il Gastaldo, seconda puntata, dove si narra di come i Tra Là Là abbiano incontrato i Refrattari e di come il Tiramisù finisca in Tolle-me-sursum.

Bisogna dire che il Triunviro di mezzo, oltre ad essere il più Triunviro, era il più portato a cogliere le buone occasioni. Spregiudicato e curioso, si era chiesto perché Pistoia fosse il comune con il maggior numero di associazioni. Pensa e rifletti, guardandosi intorno ed anche in se stesso, così pronto al cambiamento e mobile, giunse alla conclusione che i pistoiesi si associavano non per mettersi insieme ma per dividersi meglio. Anche in questo Pistoia si rivelava una città sui generis. Le associazioni nascevano ad excludendum. La dinamica era semplice. Una volta fatta l’associazione, cominciava la gara per le cariche. Ognuno aspirava alla presidenza, si fosse trattato di una compagine con mille aderenti o con cinque associati. La mancanza di posti e la necessità di scegliere creava degli scontenti, ed in essi la delusione cresceva, cresceva, fino a farsi lancinante, feroce, insopportabile. E se ne andavano per fondare un’altra associazione, possibilmente concorrente. Tra aveva capito che lo spirito di dissociazione, che aveva reso celebri i pistoiesi nella storia, era, incredibile a dirsi, all’origine del più brillante esito associativo che l’Italia avesse mai registrato. Decise così di trasformarlo in business. Comprò un bel locale spazioso in via Curtatone e Montanara e lo chiamò “Sala della Pallacorda”. Pochi giorni prima dell’assalto alla Bastiglia, il ceto produttivo parigino fu allontanato dall’Assemblea generale per ordine di Luigi XVI. I suoi rappresentanti, affiancati da alcuni membri della nobiltà e del clero, si riunirono, sempre a Versailles, quartiere Saint Louis,  in una sala in cui si giocava alla pallacorda, una specie di antenata del tennis, decisi a restarvi fino all’ottenimento di una costituzione. Ad affittare il locale Tra non riparava. In quel mese di aprile lo aveva ceduto ai refrattari riuniti intorno all’accademico Saverio Detti Bellomo. I refrattari avevano delegato ad un comitato di tre persone – Faustino, Fabio, Fernando – la sorveglianza dell’avversario e l’istruttoria delle pratiche. Il movimento era partito per entrare in politica e restarvi, ma, per il momento, si poteva attestare soltanto che era entrato. I membri del comitato stavano discutendo un rapporto degli esploratori mandati nell’accampamento nemico.
- Qui scrivono “concorrenti, esclamò Fernando. Nessuno gli ha detto che la parola giusta è “competitor”? Noi siamo la novità, in tutto, anche nella lingua. Siamo per la contaminazione, l’intercultura, il macrocosmo nel microcosmo. Addirittura, dovremmo espungere dalla morfologia grammaticale il tempo presente e, se possibile, parlare usando solo il futuro semplice e, al massimo, proprio se necessario, il futuro anteriore.
Fabio cercò di farlo stringere.
- Abbiamo capito: competitor. Ma cosa riferiscono gli esploratori?
- Dicono che i Tra là là stanno architettando una rimpatriata longobarda. Pensano ad un “trionfo”, con tanto di corteo ma in versione germanica. Porteranno in piazza un Gastaldo di pura razza e lo faranno acclamare sindaco, dopo di che lo registreranno come candidato.
Faustino si mostrò preoccupato.
- Questa storia dei Longobardi a Pistoia comincia a farsi pericolosa. Le più note penne della storiografia locale fanno di questo popolo il caposaldo della demografia storica pistoiese.
- Sembra però, intervenne Fernando, che le prove siano assai poche e quelle poche assai dubbie. Mi pare che fosti tu, Fabio, a dirmi di un tizio, sicuramente non pistoiese, che i Tra Là Là fanno ricercare per “propaganda anti-longobarda”, “lesa maestà” e “alto tradimento”.
- In città sono comparsi i manifesti di ricerca, con tanto di fotografia e di ricompensa.
- Quanto offrono?
- Diecimila euro
- Bella somma!
- La posta in gioco è alta, spiegò Fabio. Il ricercato va in giro a dire che la presenza dei Longobardi a Pistoia è più favola che storia. Non ci sarebbero prove di una invasione longobarda. Paolo Diacono li dice in transito nella Lucchesia e di Pistoia non fa menzione. Gli eruditi affermano che i Bizantini avrebbero costruito delle fortificazioni dalle parti di Serravalle, il cosiddetto “limes”, e lo avrebbero fatto per tenere alla larga i Longobardi. E questa sarebbe la prova principe che i Longobardi hanno invaso Pistoia. Dall’opera di difesa viene dedotta l’esistenza dell’aggressore! Non solo il ragionamento è contorto, ma di questo “limes”, come dei Longobardi, non esiste traccia. L’uomo ricercato per “lesa maestà” ha segnalato mille incongruenze nella storiografia assatanata con i Longobardi. Purtroppo si è creato il mito. Il popolo tiene più a discendere da marcantoni tedeschi che da tarchiati Romani o Bizantini. I Tra Là Là lo hanno capito e vi hanno investito la campagna elettorale.
- E noi, disse Faustino, ridaremo smalto al sostrato latino. Voglio vedere la faccia della gente e dei Tra Là Là quando faremo sfilare Lui, console,seguito da 12 littori e da tutta una coorte di soldati loricati. Al mito germanico dobbiamo opporre la comprovata maestà romana.
- Buona idea, osservò Fernando, dovremo però informare Saverio e chiedere una consulenza al professore.
- Quale professore? Chiesero Fabio e Faustino.
- Il professor Guido Potenti Bellomo.
- E’ parente del Nostro? Chiesero ancora Fabio e Faustino.
- Non è parente. “Bellomo” è una sorta di epiteto che Pistoia ha sempre riservato agli universitari. C’è chi lo eredita e c’è chi lo introduce per la prima volta nella famiglia. In ogni caso, l’anagrafe registra.
- Non sapevo, ammise Fabio.
- Nemmeno io, riconobbe Faustino.
La porta si aprì.
- Permessoooo!
I Tra Là Là entrarono con discrezione, dando prova di buona volontà nei confronti di quei non ancora certi “competitor”.
- Venite, entrate. Se è per l’affitto, la banca pagherà esattamente alla scadenza.
- Ma quale affitto! disse Tra. Anzi, aprile e maggio sono gratis et amore Dei. Offro io … Ehm! Offrono i Triunviri.
- Pensi di pagare il tuo affitto con la cassa comune? Chiesero i due Là, quasi ad una voce.
- Dobbiamo dar prova di liberalità?
- Ma l’affitto ti viene comunque.
- Meno un terzo, la sua parte, corresse Là di sinistra.
- Eh, no, precisò Tra. Dalla cassa comune prendo l’intero affitto, perché quella terza parte che dovrei rimettere non è guadagno: va a coprire le spese. Ma non è questo il momento di discutere gli affari nostri. Senti, Fabio, inutile far finta di niente. Noi sappiamo che avete inviato le vostre spie …
- esploratori …
- i vostri esploratori e che conoscete il nostro piano di presentare un Gastaldo di pura stirpe germanica. Unitevi a noi. State fin da ora con chi sicuramente vincerà. Noi siamo disposti a concordare subito i futuri onori.
- Siete sicuri che l’operazione Gastaldo avrà successo? L’uomo che gli esploratori hanno visto non è certo uno smagliante puledro.
- E’ solo il segretario del Gastaldo. Appare così perché da bambino ha avuto una brutta malattia, che ne ha compromesso la crescita e l’aspetto.
- Poniamo che sia il segretario e che il Gastaldo corrisponda agli standard di eccellenza razziale, come la mettiamo con quel tipo che fa propaganda anti-longobarda? Lo sai che sta raccogliendo sostenitori? Il vostro avviso di “ricerca” non è servito a molto.
- Non è un avviso di ricerca. E’ solo un manifesto elettorale.
- E i diecimila euro di ricompensa sono figurativi.
- Chi ha parlato? Chiese Fabio.
- E’ stato Là, rispose Tra.
- Quale dei due?
- Là minore, precisò Tra. A proposito, per evitare continue delucidazioni, abbiamo deciso di aggiungere “minore” e “maggiore” ai due Là. Quindi, questo è Là-maggiore e lui è Là-minore.
- Sono minore, ma non ho accidenti in chiave. Lui ne ha ben tre, di accidenti.
- Va bene, va bene, tagliò corto Fabio. In ogni caso, dovrò sentire Lui.
- Saverio Detti?
- Saverio Detti Bellomo.
Il tono si fece solenne e il conversare acquistò in dignità.
- Corre voce, disse Tra, il più Triunviro, che Lui sia in dolorose ambasce, che si dibatta fra due ugualmente nobili prospettive: tornare nell’agone o dare ausilio alla compagine erudita che lavora ad un sommo progetto sotto la guida del professor Aurelio Bettini Bellomo.
- E’ in gravi e dolorose ambasce, ammisero, quasi ad una voce, i tre del comitato.
- Sembra, continuò Tra, che Bettini Bellomo stia curando una ricerca assai importante e gravosa sulle fonti del diritto.
- Il loro progetto, spiegò Fernando, contempla la schedatura di tutte le cose, parole, in breve di tutti i concetti, che non compaiono ..
- Si intitolerà “De rebus indigestis”, interruppe Tra, che mostrò di saperne qualcosa.
- Appunto, continuò Fernando.
- Non sapevo che Bettini Bellomo si occupasse di cibi pesanti.
- Chi ha parlato? Chiese Fernando. E’ Là-minore, vero?
- Già! Esclamò il più Triunviro.
- E meno male che non ha accidenti in chiave, aggiunse Fernando.
- Ma non ha tutti i torti, intervenne Là-maggiore. Non è una “moles indigesta”, inelaborata e greve, la terra di Ovidio al momento del Caos?
- Insomma, riprese il più Triunviro, parlavi di concetti che non compaiono …
- che non compaiono nel Digesto. Questa immensa raccolta della sapienza giuridica di Roma è divisa in 50 libri. Il professore cerca tutto quello che in essa non c’è. Per esempio, nel Digesto compare il termine “Tiramisù”?
Tra ebbe pronta l’obiezione.
- Se cerca “Tiramisù” dovrà sapere quale nome avesse nella lingua latina, e così se cerca lavatrice, autobus, finesettimana.
- E’ qui, intervenne Faustino, la vera difficoltà della ricerca. Su “Tiramisù” hanno perso due mesi. Infine, Aurelio Bettini Bellomo ha trovato la soluzione: “Tiramisù” in latino è “Tolle-me-sursum”.
- E finesettimana?
- Biduum festivum.
- C’è nel Digesto? Chiese Tra.
- Non lo sappiamo, rispose Fernando. Il team sta lavorando sodo. Contano molto sull’aiuto di Lui.
- Ma Lui è indeciso, non è così? Osservò Tra.
- Molto indeciso, spiegò Fabio. Il programma scientifico non lo convince. C’è qualcosa che non quadra.
- Cosa sarà mai, disse ironico Là-maggiore, da persona pratica e scanzonata.
- Saverio Detti Bellomo sta riflettendo. Vorrebbe defilarsi e, allo stesso tempo, non vuole indisporre Aurelio Bettini Bellomo, che è pur sempre un cattedratico.
- Potente fuori e molto corteggiato in città, aggiunse Tra, il più Triunviro dei Tre.