Foibe. Che legge sia!
Sabato alcuni giovani hanno tenuto una manifestazione contro il “negazionismo” applicato alle foibe. Erano pochi ed erano calmi. La polizia era presente ed ha fatto il suo dovere, a norma di legge. I manifestanti sono stati identificati e verranno denunciati per manifestazione non autorizzata. Se così vuole la legge, che legge sia. Io trovo rifugio pensando a Londra, dove puoi andare in un giardino, prendere una sedia, salirci sopra e chiedere ascolto su qualunque cosa ti passi per la testa: dai massimi sistemi al grasso nelle patatine, ai martiri dimenticati. Forse anche in Italia arriveremo a questo tasso di civiltà. Forse. Sicuramente non prima di aver capito che il secolo che ci sta alle spalle è un secolo orrendo, completamente senza Dio, in cui gente normale ha inflitto ai propri simili impensabili atrocità, foibe comprese e, purtroppo, molto altro.
Katyn e il secolo orrendo
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Katyn. E’ un film che tutti dovremmo vedere. Sobrio, fededegno. Lo spettatore non viene maldisposto fin dall’inizio. Il racconto è onesto. Prima una narrazione quasi documentaria, con l’onorevole ingenuità di un capitano, il quale, prigioniero dei sovietici insieme a migliaia di altri ufficiali polacchi, respinge come impossibile l’eventualità più tragica e luttuosa. Infine, nella seconda parte del film, il mattatoio. Da non credere. Uomini legati mani e collo, spinti in una stanza o su una fossa comune, e freddati con un colpo alla testa. Una infernale meccanicità di morte. Il soldato dell’Armata Rossa incaricato di sparare lo fa ad intervalli regolari. Un compagno gli carica la pistola e lui si limita a sparare. Agisce come agirebbe un automa. Nella foresta di Katyn, per ordine di Stalin, furono trucidati 22.000 ufficiali polacchi. E’ una delle enormità del secolo scorso: il secolo della morte che va in loop, della morte iterata, a Katyn, nei campi di sterminio nazisti, nelle foibe, nella Cambogia di Pol Pot, nella Cina di Mao e del dopo Mao con le esecuzioni capitali di gruppo. Un secolo orrendo, completamente scristianizzato. Forse non aveva torto Nietzsche quando, anticipando gli eventi, affermava che Dio si era sottratto. Il francese ha un termine perfetto: se dérober. Non è così: Dio non si nasconde, non si sottrae, perché in fondo è lui che ha respirato lo zyklon B e ha offerto la nuca al colpo iterato. Il secolo orrendo ha cercato di ucciderlo in ogni modo. Ai giorni nostri qualcuno ci riprova immagazzinando embrioni e praticando l’eugenetica sotto forma di caritatevole selezione. Ma Dio è Dio. E’ morto una volta e non può morire di nuovo. Forse è per questo che non si vuole il crocifisso: perché non si sappia che una volta è successo e che due volte non succederà.

